"Non ci sarebbe mai dovuto
essere un cartellino rosso", una sanzione "eccessiva" per un
fallo involontario. Così il coach degli Usa, Mauricio
Pochettino, sulla decisione della Fifa di sospendere la
squalifica del suo attaccante di punta Folarin Balogun, espulso
durante la partita di mercoledì contro la Bosnia-Erzegovina,
consentendogli di essere in campo contro il Belgio.
"Non è che ci poniamo come vittime, ma non siamo noi i
cattivi, i 'cattivi' della situazione", ha aggiunto Pochettino
che, parlando con Fox, ha poi detto di ritenere prioritario
"concentrarci sulla nostra partita, curare bene l'approccio e
offrire una buona prestazione: è questo ciò che serve".
Alla domanda su cosa abbbia poi detto sulla vicenda
all'attaccante Usa, il coach argentino ha replicato: "Beh, poche
parole, giusto l'essenziale. In momenti del genere, quando si
vive una situazione simile, conta soprattutto l'energia che si
percepisce, perché certe emozioni, come la felicità che si
prova, sono indescrivibili con le parole". Tuttavia, "la cosa
più importante è che sia rimasto coinvolto negli allenamenti
settimanali e si senta parte della squadra; ora la decisione
spetta a noi: valuteremo se convocarlo o meno".
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