Plasma: nuovo record nel 2025, raccolte quasi 920 tonnellate

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E’ stato possibile raccogliere più plasma grazie all’aumento della raccolta in aferesi (+6,4%), una procedura che permette, grazie a un separatore cellulare, di raccogliere solo il plasma, la parte liquida del sangue, e di rimettere in circolo al donatore globuli rossi e piastrine. Questo tipo di donazione permette di raccogliere più plasma rispetto a quanto non se ne raccolga con una donazione di sangue intero, consente un recupero più rapido e di donare più frequentemente, fino a una donazione ogni 15 giorni.

Per quel che riguarda le immunoglobuline, l’Italia riesce a coprire circa il 60% della domanda. Va meglio per l’altro farmaco chiave, l’albumina, per cui la quota di autosufficienza è oltre il 75%. La quota mancante viene reperita sul mercato con costi significativi per il Servizio sanitario nazionale.

Al via uno studio sulle immunoglobuline

È per questo che, oltre a lavorare al fianco delle principali associazioni di donatori (Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa Italiana) all’incremento della raccolta di plasma, il Centro nazionale sangue ha anche avviato uno studio per valutare l’appropriatezza clinica dell’utilizzo delle immunoglobuline in ambito ospedaliero. Lo studio, finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute, coinvolge le Regioni Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia oltre ad Agenas, Aifa, al dipartimento Statistica dell’Istituto superiore di sanità e all’Università di Milano-Bicocca.

“Il nostro obiettivo strategico – conclude Teofili – è l’autosufficienza anche nella raccolta di plasma. Se da un lato dobbiamo convincere sempre più persone a scegliere di donare regolarmente e di donare in aferesi, dall’altro la risposta del popolo dei donatori ci mette di fronte a una grande responsabilità, quella del corretto utilizzo delle immunoglobuline. Lo studio che abbiamo avviato, il primo del genere in Europa, ci fornirà degli strumenti fondamentali per monitorare l’uso appropriato di questi farmaci”.

La produzione di farmaci da plasma nazionale

Il plasma viene conferito all’industria farmaceutica dove viene usato per produrre medicinali salvavita, i cosiddetti plasmaderivati, come ad esempio le immunoglobuline, l’albumina o i fattori della coagulazione. I medicinali prodotti con il plasma donato non vengono usati a fini commerciali; infatti, una volta terminato il processo di lavorazione, vengono restituiti alle Strutture Sanitarie delle Regioni e delle Province Autonome italiane. I farmaci plasmaderivati sono distribuiti gratuitamente ai pazienti che ne hanno bisogno ed eventuali lotti eccedenti il fabbisogno nazionale vengono donati a paesi in difficoltà tramite programmi di collaborazione internazionale.

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