Il centrocampista 21enne sembrava dovesse trasferirsi a gennaio, ma è diventato un pilastro della squadra. Con Verratti ko il ct pensa a lui per i playoff
C’è il padre che per insegnare a nuotare al figlio lo sostiene sotto la pancia: "Sbatti i piedi e le mani"; e quello che lo sbatte nell’acqua alta: "Ora vieni qui". Gian Piero Gasperini, come mister, tende alla seconda categoria. A settembre, quando il giovane Niccolò Pisilli regalò un rigore al Nizza, il tecnico disse secco: "I giovani sbagliano, capita, ma devono crescere in fretta. A questi livelli, non sono permesse ingenuità". Una bacchettata sulle dita da maestro di De Amicis. A gennaio sembrava che il ragazzo dovesse fare la cartella e trasferirsi in una scuola meno ambiziosa.
in azzurro
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Invece è rimasto, ha passato un po’ di tempo dietro la lavagna, ha studiato duro, ha atteso la nuova verifica in classe, 2 gol allo Stoccarda, ed è fiorito come un pesco. Si è mangiato El Aynaoui, tornato scentrato dalla Coppa d’Africa, è diventato un pilastro della Roma, a 21 anni. Dopo la Juve, Gasp lo ha promosso con la lode: "Strepitoso". Pisilli è un tubetto di dentifricio, quando sembra finito, lo spremi e ce n’è ancora. Quando alla resistenza, con gli anni, unirà potenza e scossa robusta, completerà la crescita. È già inesauribile come Barella, col senso del gol di Tardelli. Tutti e tre con la doppia elle in fondo al cognome e la tempra forte dei leader. Un legame in più potrebbe essere l’azzurro. Gattuso aveva pensato al Verratti d’Arabia, in virtù dell’esperienza, denunciando indirettamente l’arido deserto italico, incapace di far zampillare giovani centrocampisti. Infortunatosi l’ex Psg, il c.t. pensa al tardellino di Casal Palocco. Noi ci fideremmo. Abbiamo l’acqua alla gola e Pisilli ha imparato a nuotare.








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