Pier Silvio in campo per il sì, 'voterò convintissimamente'

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Tutte le forze in campo per vincere la partita. Il fronte del sì alza il ritmo nelle ultime battute di campagna referendaria. Tra presenze nei media e impegno sui territori, l'obiettivo di partiti e comitati appare chiaro: mobilitare il più possibile l'elettorato per spingere sulla leva dell'affluenza. La premier Giorgia Meloni attende la messa in onda del podcast con Fedez e intanto rilancia con un video tutorial sui social. Prende in mano scheda elettorale e matita per sottolineare "un'occasione storica".

Mette la croce sul sì e invita a fare altrettanto. Poi ricorda l'assenza di quorum e lancia l'appello: "la differenza la fa chi va a votare, per cambiare la giustizia serve il vostro aiuto". In serata, in un'intervista al Tg1, sottolinea il "dispiacere" per "il tentativo di politicizzare" del fronte avverso. Quindi ribadisce: "non temo contraccolpi politici dal voto, la maggioranza è solida". E la stessa chiamata alle urne arriva anche da Milano, dove si registra un'altra 'discesa in campo' di peso sul referendum. Dalla sede Mediaset di Cologno monzese, Pier Silvio Berlusconi non ha dubbi: "voterò convintissimamente 'si' non per motivi politici ma per motivi di civiltà e modernità". Dopo gli interventi sulla carta stampata di Marina Berlusconi, tocca al secondogenito del Cav entrare nella disputa. "Non voglio eccedere nell'esprimere la mia opinione, da editore diamo voce a entrambi gli schieramenti, - puntualizza Pier Silvio - ma siccome sono anche un cittadino vi dico senza problemi che votare è davvero importante, perché parliamo di una questione fondamentale per il futuro del Paese". Dall'imprenditore nessun riferimento alle battaglie del padre, ma un invito a 'depoliticizzare'. "Questo tema è diventato un argomento che sembra politico mentre non lo è, non deve essere né di destra né di sinistra ma di modernità", precisa. Mentre un appello al voto giunge anche dalle imprese, con le principali confederazioni che chiamano alle urne su un tema, come quello della giustizia, che "riguarda anche l'economia".

Da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti, e Confagricoltura nessuna indicazione a favore del 'sì' o del 'no', ma un messaggio ampio: "è doveroso andare a votare", perché "il buon andamento della Giustizia è un interesse pubblico fondamentale". Intanto, tutti i comitati del sì preparano la chiusura unitaria venerdì mattina a Roma. Dove però non sono previsti, al momento, interventi di esponenti di spicco della politica. A differenza del 'campo largo', il centrodestra chiuderà la campagna senza un palco comune per i leader di partito. A Roma cresce l'attesa per la manifestazione di FdI con Arianna Meloni e Alfredo Mantovano, mentre si moltiplicano in tutta Italia eventi con ministri e big. E sui territori si infittisce l'impegno di Forza Italia e Lega. Così come cresce la presenza in tv di capigruppo, dei vicepremier e della premier stessa. Ed è proprio sugli spazi televisivi che arriva l'affondo delle opposizioni, che sottolineano l'intervento dell'Agcom. L'Autorità emette un ordine di riequilibrio per una sottorappresentazione del no su Rete 4 e sul Nove, con l'invito alla prima a bilanciare adeguatamente il tempo attribuito alla premier. E agli attacchi delle opposizioni sul 'caso Delmastro', il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami risponde: "trovo più sconcertante che il capo della procura di Trani vada a fare un convegno con il presidente della Provincia Bat", Bernardo Lodispoto, indagato dalla stessa procura della città. Dopo la rinuncia del procuratore a partecipare all'evento per il no a Margherita di Savoia, la soddisfazione dei meloniani. Mentre Silvana Sciarra lascia la Scuola superiore della magistratura, dopo che non era stata confermata alla presidenza. Al suo posto viene eletto Mauro Paladini, docente universitario, considerato in ambienti parlamentari vicino alla destra.

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