'Piantedosi elogia i servizi egiziani', scoppia la polemica

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L'incontro del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi con il collega egiziano Mahmoud Tawfik - pochi giorni dopo la commemorazione del decennale della scomparsa di Giulio Regeni - diventa un caso.


    Mercoledì sera Piantedosi riceve Tawfik. Al termine del colloquio il Viminale informa che "i due ministri hanno espresso soddisfazione per l'ottima cooperazione tra le forze di polizia". Il giorno dopo un post del titolare del dicastero egiziano spiega che Piantedosi "ha elogiato i notevoli sforzi dei servizi di sicurezza egiziani e i loro ripetuti successi nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata in tutte le sue forme, in particolare nella lotta all'immigrazione clandestina". L'incontro, avvenuto "nell'ambito degli sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza con i paesi europei", si è concluso con l'impegno a "un coordinamento e una consultazione continui per affrontare le sfide alla sicurezza che minacciano la pace e la sicurezza globali", indica il post.


    Toni amichevoli che riaprono indirettamente la ferita mai chiusa dell'omicidio Regeni. Indignata Alessandra Ballerini, legale della famiglia del giovane ricercatore friulano, rapito e ucciso al Cairo nel gennaio del 2016 per mano di quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani. "Il ministro dell'Interno italiano - riflette Ballerini - si incontra con quello egiziano e si fanno grandi complimenti per la collaborazione per fermare l'immigrazione che viene dall'Egitto, che non è un paese sicuro, da cui scappano persone che stanno subendo le conseguenze del regime, che ha torturato e ucciso Giulio e che ogni giorno tortura e uccide e fa sparire almeno tre persone".
    Sul fronte politico, ad attaccare il ministro è il deputato del Pd, Gianni Cuperlo. "Ho visto il docufilm su Giulio. La descrizione delle torture che ha subito. I depistaggi e le volgarità delle autorità egiziane proseguite negli anni. E il ministro degli Interni italiano parla di 'collaborazione molto proficua'. Mi vergogno per lui e per la sua immoralità", scrive sui social il parlamentare dem.
    Dal canto suo, il politico egiziano ha sottolineato "l'importanza di rafforzare i meccanismi di cooperazione e di scambiare competenze in settori di sicurezza di interesse comune", riferendosi al soggiorno della delegazione egiziana a Roma, che ha incluso anche la visita a diverse stazioni di polizia in Italia, "dove il ministro ha elogiato il loro livello di preparazione", prosegue il post alludendo anche al progetto Itepa2 (International Training at the Egyptian Police Academy) che si sta svolgendo a Roma - a cui hanno collaborato anche i vertici delle autorità di sicurezza e responsabili dei servizi di frontiera - per la formazione sul contrasto al traffico di migranti: un'iniziativa, promossa dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno in collaborazione con l'Accademia di polizia egiziana e con il sostegno finanziario della Commissione europea, che riunisce le delegazioni di 22 Paesi africani.
   

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