Pga Championship al via, McIlroy insegue la sua nuova ossessione

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Il nordirlandese vuole il settimo Major e diventare l'europeo più vincente della storia superando Faldo. Si gioca a Philadelphia, la città dell'amore fraterno e i fratelli Fitzpatrick preparano il colpaccio 

Matteo Dore

Giornalista

13 maggio - 17:47 - MILANO

Il vantaggio del Pga Championship - o il problema, dipende dai punti di vista – è che non ha un’identità precisa. Dei 4 Major del golf è quello che si fa più fatica a interpretare e a raccontare. Dici British Open e pensi ai links accanto al mare, la Scozia e l’Inghilterra, il vento e la pioggia, il freddo e la tradizione. Dici Us Open e sai che è il più difficile da giocare perché gli organizzatori si fanno vanto di scegliere i campi più ostici e di prepararli per renderli ancora più duri: rough impossibili, green veloci, tutto spinto al massimo. E il Masters? È l’unico che si gioca sempre nello stesso posto, ad Augusta in Georgia, quindi verde perfetto e il colore delle azalee, ogni colpo è già stato giocato mille volte, la cartolina della perfezione. E poi c’è il Pga Championship, appunto. Non è il più vecchio, non è il più prestigioso, non è il più ricco. Però vale come gli altri, chi lo vince sistema la carriera, e nessuno sa mai che cosa ci si può aspettare. 

dove si gioca

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Quella di quest’anno è l’edizione numero 108. Si gioca da giovedì a domenica all’Aronimink Golf Club di Newtown Square, Pennsylvania, dalle parti di Philadelphia. Campo storico, nato alla fine dell’Ottocento, ha già ospitato il Pga Championship nel 1962 (e allora vinse Gary Player). Le buche sono varie, molto diverse una dall’altra, anche se non dovrebbero richiedere particolare strategia dal tee: drive e via, in quasi tutte. Il vero problema saranno i green che si annunciano difficilissimi e soprattutto molto punitivi per chi dovesse sbagliare gli approcci. 

i favoriti

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I grandi attesi sono sempre loro due: Scottie Scheffler e Rory McIlroy. L’americano è il numero 1 al mondo e quindi è per forza il principale favorito in ogni torneo a cui partecipa. Ma in questa stagione è meno dominante di quello che è stato dal 2022 al 2025. È il campione in carica e anche se i risultati fanno fatica ad arrivare – comunque negli ultimi tre tornei è sempre arrivato secondo, alla faccia della crisi – resta l’uomo da battere. Aronimink è la sua occasione per prendersi gioco di chi ha osato criticarlo. Poi c’è Rory che un mese fa ha rivinto il Masters dopo l’impresa del 2025 che gli aveva garantito il Grande Slam della carriera. Il nordirlandese è bravissimo a darsi sempre nuovi obiettivi, a farli diventare delle vere ossessioni e quindi trovare la benzina per caricarsi al massimo. Con il secondo Masters ha raggiunto Nick Faldo a quota 6 Majors, ora ha deciso di staccarlo per potere dire che nessun altro giocatore europeo ha mai vinto tanto quanto lui. E quando Rory ha una missione prima o poi riesce a completarla. Ieri ha dovuto interrompere il giro di prova per una vescica al piede, niente di preoccupante però: ha già vinto due volte il Pga Championship (2012 e 2014), non può essere una vescica a fermarlo. 

gli altri

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C’è un solo giocatore in campo che in carriera ha già vinto Us Open, British e Masters e a cui quindi manca solo il Pga Championship per il Career Grand Slam: è Jordan Spieth. Sulla carta non ha possibilità, ma ha talmente tanta classe che nessuno si stupirebbe di uno squillo improvviso. Di sicuro in questi mesi ha trovato stabilità nel gioco – è da febbraio che non manca un taglio – gli manca la vittoria. Chi è molto in forma è invece Cameron Young, numero 3 al mondo, che quest’anno ha già messo in sacca The Players a metà marzo e il Cadillac a inizio maggio. Non ha mai vinto un Major, potrebbe essere la volta buona.

i fratelli

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Un occhio di riguardo lo meritano i due fratelli Matt e Alex Fitzpatrick che insieme sono i protagonisti di una favola moderna. Matt ha già vinto lo Us Open, è una certezza per l’Europa in Ryder Cup, è il numero 4 nel ranking mondiale, nel 2026 ha vino il Valspar e l’Rbc Heritage ed è arrivato secondo a The Players. In più ha vinto il Zurich Classic a New Orleans, unica gara di coppia della stagione americana. E chi era il suo compagno? Sì, proprio il suo fratellino Alex, quattro anni più giovane che grazie a quel successo ha ottenuto una carta triennale sul Pga Tour e anche la possibilità di giocare qui ad Aronimink. Sui social si sono ovviamente scatenate le polemiche con molta gente perplessa perché ad Alex era stata data una possibilità, grazie al fratello, che altri non avevano avuto. Ma lui ha subito zittito polemici e odiatori seriali con due ottimi risultati nei primi due tornei a cui ha partecipato: nono al Cadillac e quarto al Truist. Insomma, non è al Pga Championship per caso o per raccomandazione, ma perché se lo merita. Philadelphia è chiamata anche la città del Brotherly Love, dell’amore fraterno (dal greco “philo” amore e “adelphos” fratello: Philadelphia). Sarebbe bellissimo se proprio qui fosse uno dei fratelli Fitpatrick a portarsi a casa il Wanamaker Trophy, la coppa in palio per questo Major che ogni anno cambia faccia ma che tutti vogliono vincere. 

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