Dall’housing sociale all’assistenza domiciliare e sociale integrata fino al sollievo alle famiglie: le misure con destinatari di età inferiore a 70 anni si sganciano da quelle per gli anziani fragili con interventi previsti anche con soglia Isee di 65mila euro in caso di minori
17 marzo 2026

Dal progetto di vita personalizzato all’housing sociale, dall’assistenza domiciliare e sociale integrata fino ai servizi di sollievo a sostegno delle famiglie. Sono questi i nuovi (o rinnovati) strumenti messi in campo dal nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, pronto per il via libera della Conferenza Unificata - acquisita l’intesa tecnica da Regioni e Anci - e che mette in campo oltre 3 miliardi nel triennio. Con una novità assoluta: destinatari sono le persone non autosufficienti fino ai 70 anni e solo nelle more del prossimo Piano a favore delle persone anziane non autosufficienti, prescritto dalla legge 33/2023 (la Riforma con deleghe al Governo in materia di persone anziane), una parte delle misure e delle risorse includerà anche la popolazione anziana.
I destinatari
Il nuovo documento - anticipato dalla piattaforma Quotidiano Sanità - è insomma un “ibrido”, che tiene conto della biforcazione avvenuta negli ultimi cinque anni con l’approvazione, da un lato, del Dlgs 62/2024 su disabilità e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato (in attuazione della legge 227/2021) - e dall’altro - della legge 33 e del suo maxi decreto attuativo (n. 29 del 15 marzo 2024). Nel precedente Piano 2022-2024 i destinatari comprendevano sia le persone anziane non autosufficienti con basso o alto bisogno assistenziale sia le persone con disabilità gravi e gravissime: d’ora in poi le misure si sovrapporranno in parte fino al 2027, anno di scadenza del nuovo Piano, quando il bivio degli interventi tra le due fasce di destinatari - persone disabili under 70 e anziani non autosufficienti, quindi over 70 - sarà del tutto definito.
Gli interventi
Confermato il principio dell’integrazione sociosanitaria, il Piano introduce il progetto di vita personalizzato quale strumento di pianificazione individuale, volto a garantire un percorso di assistenza globale, continuativa e multidimensionale, “capace di valorizzare - come si legge nella Relazione tecnica che accompagna il documento - le capacità residue, le aspirazioni e le potenzialità della persona, nel rispetto del principio di autodeterminazione”. Una impostazione ispirata al welfare di comunità che implica il pieno arruolamento del terzo settore, del volontariato e delle reti di prossimità per garantire una rete integrata e omogenea di servizi sociali e socio-sanitari. Tra le misure di cui gli under 70 con disabilità diventano allora destinatari, rientrano l’assistenza domiciliare e sociale integrata con i servizi sanitari territoriali, le forme di collaborazione e di housing sociale, l’adattamento degli ambienti di casa e nuove tecnologie domotiche a sostegno dell’autonomia, i servizi di sollievo per le famiglie.
La valutazione della persona
Gli interventi sono subordinati a una valutazione multidimensionale dei bisogni, realizzata a livello regionale, che tiene conto dell’Isee, con soglie di accesso innalzate: non inferiori a 50mila euro per le persone con disabilità gravissima, incrementate a 65mila euro nel caso di beneficiari minorenni, applicando l’Isee per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria.
Le risorse
In campo ci sono le risorse del Fondo per le non autosufficienze - destinato a finanziare sia questo nuovo Piano sia quello per gli anziani non autosufficienti - assegnato al ministero del Lavoro e Politiche sociali. Per il 2025 parliamo di 982,255 milioni; per il 2026 di 934,570 milioni e per il 2027 di oltre 1,1 mln di euro.
Queste le componenti del finanziamento: la quota indistinta, destinata sia alle persone con disabilità under 70 sia agli anziani fragili, ammonta a poco più di 2 miliardi per il triennio 2025-2027. Una seconda quota, vincolata all’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) è pari a 300 milioni. Infine, ai progetti di vita indipendente vanno 14,6 milioni.












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