Il gruppo Prada nel 2025 ha registrato ricavi pari a 5,718 miliardi in crescita del 9% a cambi costantie dell'8% a livello organico, da una base di confronto elevata lungo tutto il corso dell'anno e con 20 trimestri consecutivi di crescita. Le stesse variazioni hanno portato le vendite retail dell'anno a 5,102 miliardi e nel quadrimestre in aumento del 9% e del 6% organico rispetto a un confronto sfidante (+18%). L'utile netto è aumentato del 2% a 852 milioni e la proposta è di distribuire ai soci un dividendo di 0,166 euro per azione da 0,164 euro del 2024.
Nel 2025 Versace, dal 2 dicembre entrato nel Gruppo Prada, ha riportato ricavi netti pari a 684 milioni. Nel 2026 la transizione creativa e l'avvio del riposizionamento comporteranno una flessione delle vendite. Grazie al taglio dei costi ci si aspetta quest'anno una perdita operativa di entità non significativamente differente da quella registrata dal brand della Medusa lo scorso esercizio.
"Confermiamo l'ambizione per il gruppo di generare una crescita superiore alla media di mercato. Per quanto riguarda la profittabilità, escluso Versace, l'obiettivo rimane di conseguire una progressione dei margini a livello organico; il consolidamento di Versace avrà un effetto diluitivo sull'ebit margin di gruppo nell'intero anno 2026, con l'intento di riprendere il percorso di incremento graduale a partire dal 2027", ha detto Andrea Guerra, amministratore delegato del gruppo Prada.
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