Guardiola commenta la sconfitta (1-2) contro il Real Madrid nel ritorno degli ottavi: "Mi resta il dubbio di come sarebbe andata in parità numerica, me lo porto nel sonno. Real squadra straordinaria, il nostro futuro è brillante"
Il dubbio a Pep Guardiola resta. Non se Bernardo Silva si sia meritato l’espulsione che ha reso impossibile la missione della rimonta sul Real Madrid dopo il 3-0 dell’andata, ma come sarebbe andata questa sfida di ritorno in parità numerica e non col Manchester City in 10 per 75’. “Adoro come abbiamo giocato, mi sarebbe piaciuto scoprire come sarebbe andata in 11 contro 11. Ma il calcio è così. E il Real Madrid è una squadra straordinaria che quando sbagli ti punisce” racconta nella pancia dell’Etihad, con la voce resa pesante da quello che sembra un inizio di influenza dopo aver perso 2-1 anche la partita di ritorno.
IL DUBBIO
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“Dopo il 5-1 nelle due sfide non possiamo che fare i complimenti al Real, ma usciamo dalla Champions con la delusione di non poter sapere cosa sarebbe successo se fossimo rimasti in 11 - racconta Pep -. A Bernardo non posso dire nulla: è la prima espulsione della sua carriera, è stato un gesto istintivo in un’azione molto veloce. Però il dubbio mi resta, penso che me lo porterò nel sonno. Non dico che avremmo vinto, ma ho la sensazione che avremmo fatto bene, come abbiamo sempre fatto in queste sfide contro il Real Madrid, anche quando siamo usciti. Se l’andata non fosse andata in quel modo, se fossimo stati più vicini, avremmo potuto provarci. In 10 contro 11 per 75’, dopo aver perso 3-0 la prima partita e aver preso il quarto gol, era impossibile”.
LA PREVISIONE
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Il dubbio su come sarebbe andata nel discorso di Pep si alterna a una previsione: il suo City continuerà a migliorare. “Il futuro di questa squadra è brillante e la prossima stagione torneremo ancora più forti - racconta -. È una sensazione che ho, per le qualità che abbiamo. Non voglio sfuggire alla realtà: non siamo ancora una squadra completa. Qui al City ne ho avute alcune che erano complete e questa non lo è ancora: dobbiamo essere più cinici, abbiamo giocatori che devono fare esperienza, ma sono convinto che continueremo a crescere. E lo sanno anche i tifosi: hanno visto quello che hanno visto e cosa ci aspetta. Domenica abbiamo la finale di Carabao Cup con l’Arsenal, poi l’FA Cup col Liverpool e la Premier da continuare a giocare: dobbiamo chiudere bene, poi fare le scelte giuste in estate e tornare ancora più forti”.
IL LIVELLO REAL
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Pep reagisce con una battuta quando gli viene chiesto se in quel “l’anno prossimo torneremo più forti” è compreso anche lui. “Perché la gente vuole sempre licenziarmi? - chiede ai giornalisti con uno dei suoi sorrisi ironici - Un giorno o l’altro verrò qui e vi saluterò, ma dirò sempre noi parlando del Manchester City come lo dico di Barcellona o Bayern Monaco”. E quando gli chiedono se se ne andrebbe deluso dovesse chiudere la sua avventura all’Etihad Stadium con una sola Champions League in bacheca, Pep rilancia alzando di nuovo l’asticella del City, come ha fatto negli ultimi 10 anni. “Mi piacerebbe arrivare a un punto in cui questo club avesse le stesse aspettative del Real Madrid, e cioè che quando non vinci la Champions è un fallimento - dice -. Forse col tempo ci arriveremo”. È un’altra missione impossibile quest’anno, dopo l’uscita di scena dalla coppa più prestigiosa. Chissà se Pep deciderà che è la sua missione per il prossimo anno.











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