Come funziona la retribuzione dei direttori di gara? Un po’ come per gli alunni a scuola. Ci sono amicizie e antipatie, ma c’è un fattore principale che fa scattare veleni e litigi: i voti del professore
Per gli arbitri di Serie A funziona un po’ come per gli alunni a scuola. Ci sono amicizie e antipatie, ma c’è un fattore principale che fa scattare veleni e litigi: i voti. Nella nostra classe dirigente arbitrale il meccanismo è grossomodo lo stesso. Il professore è un osservatore della Figc che, ad ogni partita, guarda i replay delle azioni salienti e scrive una pagella. Con tanto di valutazioni e giudizi. Il voto può andare da 8,70, ovvero eccellente, a 8,20 (insufficiente). A tutto ciò, però, c’è una conseguenza. Una buona prestazione probabilmente garantirà all’arbitro di essere richiamato per il weekend successivo, mentre in caso di errori o sviste si può incorrere in uno stop. E qui c’è da fare una precisazione: gli arbitri guadagnano a partita, a seconda della categoria e del ruolo svolto. Non arbitrare, quindi, significa non guadagnare.
gettone
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Tanti di loro, infatti, sono costretti a fare un altro lavoro. Per ogni stagione i fischietti di A guadagnano in media 160mila euro lordi. Ma il compenso varia in base al numero di partite in cui sono coinvolti e dal ruolo che ricoprono. E non lavorano in maniera continua, perché ci si può fermare per infortunio o per scelta del designatore. C’è quindi chi fa il vigile del fuoco (come Maresca), chi era un elettricista, come Orsato. E poi ci sono impiegati (Doveri e Di Bello), bancari (Massa), avvocati (Irrati) e così via. Ma resta una domanda principale: quanto guadagna un arbitro? Dipende dal ruolo e dalla categoria, ma entriamo nel merito. In Italia, dirigere una gara di Serie A vale 4.000 euro lordi: il netto si calcola facilmente. Ma ormai l’aspetto non coinvolge solamente chi dirige il match. Ci sono molte altre figure. Il Quarto Uomo guadagna 500 euro a gara, il Var 1.700 euro, l’Avar 800 e gli assistenti 1.400. C’è una differenza sostanziale con la Serie B: 2.000 euro per il direttore di gara, 800 per chi è al Var, 400 per chi è Avar, 500 per il quarto uomo, 600 per chi fa l’assistente.
guadagno fisso
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Altro dettaglio: conta sì la categoria, ma non il grado di pressione o importanza della partita. Per intenderci, Inter-Roma a San Siro vale quanto Pisa-Verona o una gara “non di cartello”. Gli arbitri quindi percepiscono il gettone per la partita più un fisso annuale, concordato con la Figc che varia in base ad anzianità e alla qualifica di internazionale. Chi è internazionale percepisce una base di 90mila euro a stagione; gli arbitri con più di 50 gare nel curriculum arrivano a 60.000 euro; chi ne ha meno di 50 ne incassa 30.000. Per assistenti e Var la diaria va da un minimo di 8.000 a un massimo di 30.000 euro.
in champions
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Per chi è internazionale, ci sono ulteriori gettoni. Dirigere la finale di Champions vale 10.000 euro. Le fasi precedenti, invece, sono divise in fasce: dai 6.000 ai 7.500. Diverso, invece per l’Europa League, in cui 7.500 è il compenso della finale. Il resto va dai 5.500 euro per dirigere i sedicesimi fino ai 6.000 nei quarti di finale e in semifinale. Da noi, rispetto al resto d’Europa i guadagni sono buoni. In Liga, un direttore di gara prende 4.830 euro (sempre lordi), in Germania ben 5.800 per dirigere una partita di Bundesliga. Si guadagna meno, invece, in Francia e Inghilterra: 3.124 euro in Ligue 1, poco più di mille in Premier.
veleni
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Da questi dati, per l’appunto, possono nascere veleni e polemiche. Già, perché sbagliare vuol dire saltare un turno e quindi perdere soldi. E da qui, si può tranne una conclusione. Secondo alcune persone informate sui fatti il “Gioca Jouer” di Rocchi in Sala Var sarebbe stato rivolto esclusivamente ai suoi “amici”, per favorirli. Per far prendere loro un voto più alto e magari ottenere una designazione per la partita successiva. Ecco dove sarebbe la frode sportiva. Anche se ovviamente sarà la Procura a verificare il tutto. Per fare un esempio: La Penna, l’arbitro di Inter-Juve e del rosso a Kalulu dopo la simulazione di Bastoni, non ha arbitrato in Serie A per un mese. Due settimane di stop e due settimane in Serie B. Della serie: gli errori si pagano. Qui, sono costati almeno 4.000 euro se non di più.









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