Paolini si ferma in semifinale a Merida, Darderi è in finale a Santiago

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L'azzurra in Messico cede Bucsa per 7-5 6-4. In Cile Paolo, sempre più vicino alla top 20, trova la quinta vittoria, quarta di fila, su nove incontri contro Baez

Pellegrino Dell'Anno

1 marzo - 09:18 - MILANO

Non bastano neanche il Messico e un torneo 500 non nobilissimo come quello di Merida per ritrovare la migliore Jasmine Paolini. Dopo due buoni match, pur condendo di qualche difficoltà il quarto di finale contro Boulter, l'azzurra si è fermata in semifinale per mano di Cristina Bucsa: 7-5 6-4 il punteggio finale in favore della spagnola, che dopo dieci sconfitte consecutive in due set riesce finalmente a trovare il successo contro una top 10. Raggiungendo così la seconda, e più prestigiosa, finale della carriera. A bilanciare l'amarezza che lascia la sconfitta di Paolini per il tennis italiano, ci pensa Luciano Darderi. All'Atp 250 di Santiago il n.21 al mondo trova la quinta vittoria, quarta di fila, su nove incontri contro Sebastian Baez per 6-4 6-3 in circa un'ora e mezza. Giocherà dunque la sesta finale della carriera (ha perso solo l'ultima a Buenos Aires), tutte sul rosso, contro Yannick Hanfmann, battuto nell'unico precedente, non prima delle 23.30 italiane di domenica 1 marzo. Vincerebbe per la seconda volta in terra sudamericana dopo l'affermazione a Cordoba nel 2024. 

jasmine saluta

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Il primo set della semifinale di Merida si regge sulle fiammate. Paolini parte a rilento, e Bucsa riesce ad andare sul 5-2 con doppio break di vantaggio. L'azzurra, appesantita da una resa non adeguata della prima (53% di punti vinti nel primo set), in qualche modo se la cava con le maggiori armi a disposizione da fondo per issarsi a 5-5. Ma sul più bello, al momento di sottolineare la differenza in quanto top 10, vacilla e concede nuovamente il break alla spagnola. Che in questo caso vuol però dire set. Il secondo parziale, anche a causa di una Paolini che non riesce a trovare il ritmo da fondo e gioca troppo spesso corto senza incidere con il dritto, va via ancora più rapidamente. Bucsa, solida e brava ad approfittare della situazione senza strafare, si porta presto sul 4-0 con due break di vantaggio, infilando anche dieci punti consecutivi. Jasmine, nonostante qualche errore di rovescio di troppo, dimezza il margine, ma senza andare oltre. Dopo uno scambio solido, e l'ennesimo colpo lungo dell'azzurra alla peggior sconfitta per ranking (la spagnola è n.63) dallo scorso luglio a Montreal, è Bucsa a finire con le braccia alzate e festeggiare la finale. Jasmine tornerà in campo la prossima settimana al Masters 1000 di Indian Wells. 

darderi ancora in finale

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Le soddisfazioni, specie quando si scivola sulla terra battuta, continuano invece per Darderi. Che si trova sempre più a suo agio nello status da top 25, vicinissimo alla top 20. Lo dimostra amministrando e bollando come pratica un match tutt'altro che semplice quale sfidare Baez sulla terra. E dire che è l'argentino a partire meglio, con un break nel primo game, a freddo. Ma, una volta prese le misure e acceso un minimo campanello d'allarme, la partita si incanala sui binari italiani. Baez, attaccabile al servizio e non sempre incisivo in risposta, finirà per perdere cinque dei successivi sei game e poi il set, ingannato da un cattivo rimbalzo sul punto decisivo. Il secondo parziale, per quanto l'argentino tenti anche di essere aggressivo, è in discesa per l'azzurro. Annulla una palla break per poi trovare subito lui il vantaggio anticipando e togliendo tempo a Baez. È l'affondo decisivo. Da lì Darderi, nonostante l'avversario dia filo da torcere e non conceda nulla, si dimostra più solido e preciso. Al servizio non lascia iniziativa al n.52 al mondo e, pur chiudendo al quarto match point, esce lui vincitore con un ruggito, più che un'esultanza, dopo l'ultimo dritto vincente.

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