La sentenza è stata emessa poco dopo le 15.30 di oggi, mercoledì 14 gennaio 2026
14 gennaio - 15:37 - MILANO
La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Chiara Ferragni negli ultimi due anni è giunta al termine oggi, mercoledì 14 gennaio 2026: l'infuencer e imprenditrice digitale è stata assolta dall'accusa di truffa aggravata. La sentenza è stata letta in aula, poco dopo le 15.30, dal presidente della terza sezione penale del Tribunale di Milano, il giudice Ilio Mannucci Pacini, chiamato a esprimersi sulla vicenda.
Chiara Ferragni a processo per truffa aggravata
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Il processo a carico di Chiara Ferragni, celebrato con rito abbreviato, era iniziato lo scorso anno. Il 25 novembre, nel corso dell'udienza predibattimentale davanti al giudice, la Procura di Milano ha formalizzato la richiesta di condanna per l'imprenditrice digitale: un anno e otto mesi per truffa aggravata in relazione al cosiddetto Pandoro Gate e alle uova pasquali Dolci Preziosi.
La stessa richiesta di condanna è stata avanzata anche nei confronti di Fabio Maria Damato, all’epoca suo braccio destro. Per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia e terzo imputato nel processo, la richiesta è stata invece di un anno. Le accuse si riferiscono ai casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi: secondo l'accusa Ferragni avrebbe ingannato i follower e i consumatori ottenendo presunti ingiusti profitti in quelle due operazioni commerciali, per un totale di circa 2,2 milioni di euro.
Ferragni e Damato, sempre secondo l'accusa, avrebbero avuto un "ruolo preminente" nelle campagne commerciali con cui sarebbe stata realizzata quella presunta truffa, lasciando intendere che acquistando i Pandori e le Uova di Pasqua si sarebbe contribuito a fare beneficenza. In realtà, come accertato dall'accusa, non esisteva alcuna correlazione tra l'acquisto dei prodotti e i contributi da destinare in beneficienza.
L'influencer si è sempre detta innocente, ammettendo che si sia trattato al massimo di un caso di pubblicità ingannevole dovuto ad errori di comunicazione per il quale ha già chiuso il fronte amministrativo, versando circa 3,4 milioni di euro tra risarcimenti e donazioni. "Tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato", aveva spiegato in aula Ferragni lo scorso 25 novembre.
Ferragni: "Sono tranquilla e fiduciosa"
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Questa mattina, uscendo dal Tribunale di Milano dopo le repliche dei legali di parte civile e delle difese, la 38enne non si è trattenuta per rispondere alle domande dei cronisti, ma si è limitata a dirsi "tranquilla e fiduciosa", rimandando ogni commento a dopo le 15.30, l'orario indicato dal giudice della terza sezione penale di Milano Ilio Mannucci Pacini per la lettura del dispositivo.
La Gazzetta dello Sport
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