A dieci anni dall'ingaggio clamoroso del portoghese, il club bianconero ha stravolto le sue prospettive e la sua forza sul mercato è ormai trascurabile
C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui la Juventus si regalava Cristiano Ronaldo in piena estate. Adesso, invece, fatica a riportare in bianconero Randal Kolo Muani, un signor attaccante e non un fuoriclasse come il cinque volte Pallone d’Oro. I bianconeri hanno appena festeggiato l’ottavo anniversario dell’arrivo dell’asso portoghese (10 luglio 2018), ma non sono riusciti a regalarsi il parigino in tempo per il raduno di domani.
ekhator l'unica novità
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Dal colpo del secolo alla telenovela infinita. Sono trascorsi meno di dieci anni dallo sbarco di CR7 a Torino, ma quelli percepiti sembrano molti di più: un’eternità. Un po’ il mercato a rilento di questi giorni - l’unico volto nuovo di Spalletti sarà l’azzurrino Ekhator, ex Genoa - e un po’ i colpi flop degli ultimi anni e soprattuto i risultati deludenti. La Signora non vince lo scudetto dal 2020 - con Sarri in panchina l’ultimo dei 9 consecutivi - e in generale non festeggia un trofeo dal 2024: la Coppa Italia dell’Allegri bis. È sempre la Juventus, ma pare un altro mondo. A parte la generosità di John Elkann, mai mancata a suon di milioni investiti, è cambiato tanto e più volte in queste stagioni. Dall’acquisto da 105 milioni di Ronaldo dal Real Madrid al nuovo tormentone col Psg per Kolo, é successo un po’ di tutto. Molti errori, in campo e sul mercato. Senza dimenticare lo tsunami dell’inchiesta della Procura di Torino sui bilanci del club che nel novembre 2022 ha decretato la fine del glorioso ciclo di Andrea Agnelli: 19 titoli, con ben 9 campionati di fila.
da cr7 a kolo
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Cristiano Ronaldo era la costosa ciliegina di una Juventus all’apice e reduce da due finali di Champions: i 101 gol in 3 anni del portoghese non sono bastati a rimettere le mani sulla Coppa Campioni e lo scoppio della pandemia ha compromesso a livello economico il piano ambizioso di Agnelli, Pavel Nedved e dell’allora ds Fabio Paratici. L’attuale rincorsa a Kolo Muani, la terza in dodici mesi dopo i tentativi falliti dall’ex ad Damien Comolli, che poi ripiegó su Openda (44 milioni), é il tentativo estremo della nuova Juventus targata Carnevali per progettare una rinascita vincente in campo e virtuosa nei conti.
quanti cambi
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Da Cristiano Ronaldo (2018) all’operazione Kolo bis (luglio 2026) sono passati 2924 giorni. Quasi cento mesi nei quali la Juventus ha vissuto una girandola di dirigenti, allenatori, giocatori, molti dei quali hanno reso meno delle aspettative. La Signora ha conquistato l’ultimo scudetto nel 2020 e dall’anno successivo a oggi si sono dati il cambio 4 amministratori delegati (Arrivabene, Scanavino, Comolli e ora Carnevali) e una marea di manager. In principio ha salutato il ds Paratici (estate 2021), arrivato con Marotta a inizio ciclo dalla Sampdoria (estate 2010), poi è stata la volta dell’ex presidente Andrea Agnelli, del vice Pavel Nedved e del prezioso braccio operativo Federico Cherubini, ora ceo del Parma. Più recentemente Francesco Calvo (ora all’Aston Villa), Giovanni Manna (Napoli), Cristiano Giuntoli (Atalanta) e a inizio estate il terzo ribaltone in quattro anni ha allontanato François Modesto e Damien Comolli, l’ad del fallimentare sesto posto in classifica e dell’esclusione dalla Champions. Un’onta che il club non viveva dal settimo posto con Delneri e da quindici anni (2011).
tecnici e flop di mercato
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Non è andata tanto diversamente a livello di allenatori e giocatori. Dopo Sarri, Andrea Pirlo (2020-21), le tre stagioni dell’Allegri bis, poi in ventiquattro mesi Thiago Motta, Igor Tudor e dallo scorso ottobre Luciano Spalletti. Della serie: cambiare tutto, per non cambiare niente. Anzi, per certi versi é andata pure peggio. La Juventus è in Europa League e la coppia Carnevali-Massara fatica a far decollare il mercato anche per i flop di mercato ereditati dal passato. Qualche esempio? Mr 80 milioni Arthur (scambio con Pjanic nel 2020) domani si presenterà al raduno e per la quinta estate consecutiva avrà l’etichetta dell’esubero. Il brasiliano é in buona compagnia: la Juventus vuole vendere Koopmeiners (51 milioni nel 2024) dopo due stagioni sottotono e deve trovare soluzioni per Milik (arrivato tra il 2022 e il 2023), David e Openda (estate 2025), dieci gol in tre nell’ultima stagione. Senza contare il caso portiere. La Juventus ha sempre avuto grandissimi numeri uno, spesso dei fenomeni: da Zoff in poi. Paradossalmente ha faticato meno a progettare il dopo Buffon che quello del suo erede Szczesny: la scelta di liquidare il polacco per spazio al più economico Michele Di Gregorio (estate 2024) si è rivelata un boomerang. Szczesny gioca ancora nel Barcellona a 36 anni. Spalletti cerca un successore esperto di Di Gregorio e incrocia le dita per il quasi 34enne “Dibu” Martinez dell’Aston Villa.








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