Una rete di esponenti della società
civile, attivisti storici del movimento Lgbtqia+, deputati e
senatori, giornalisti, intellettuali, artisti, scienziati,
imprenditori, presidenti di associazioni e ex ambasciatori ha
inviato oggi una lettera aperta al sindaco di Roma, Roberto
Gualtieri, per esprimere "profonda preoccupazione in merito
all'esclusione di Keshet Italia - associazione Lgbtqia+ ebraica
- dalla possibilità di partecipare al prossimo Roma Pride con un
proprio carro".
I firmatari dell'appello denunciano il rischio che questa
decisione si traduca in una forma di "discriminazione
indiretta"e in un concreto pericolo per l'incolumità dei
partecipanti. La scelta del Coordinamento del Roma Pride arriva
infatti dopo le gravi contestazioni subite da Keshet Italia
durante l'edizione 2025, che avevano reso necessario
l'intervento e l'evacuazione delle persone aderenti da parte
delle forze dell'ordine.
Nella lettera indirizzata al Campidoglio viene sottolineato
come la proposta di far sfilare l'Associazione esclusivamente a
piedi non garantisca standard di sicurezza adeguati. Viene,
inoltre, ribadito un principio democratico fondamentale: la
partecipazione di una realtà ebraica italiana all'interno del
movimento per i diritti non può in alcun modo essere
condizionata o negata in base a posizioni geopolitiche o
all'operato di governi stranieri, del tutto estranei alla
missione dell'associazione.
"Questa vicenda supera i confini della singola sigla o della
specifica manifestazione: tocca da vicino i valori della
convivenza civile, dell'inclusione e della tenuta democratica
della nostra comunità", si legge nel documento.
I promotori rivolgono quindi un appello al sindaco Gualtieri, in
qualità di primo cittadino e rappresentante delle istituzioni
che patrocinano l'evento, affinché si faccia promotore di un
confronto urgente con gli organizzatori. L'obiettivo è
individuare soluzioni concrete che garantiscano a Keshet Italia
una piena partecipazione in condizioni di totale sicurezza e
uguaglianza, confermando Roma come città aperta e democratica.
Tra i firmatari Rita Bernardini, Imma Battaglia, Mara Carfagna,
Alessandro Cecchi Paone, Anna Paola Concia, Anna Maria
Bernardini Noemi Di Segni, Piero Fassino, Emanuele Fiano,
Roberto Giachetti, Cinzia Leone, Aurelio Mancuso, Luigi
Marattin, Luigi Mattiolo, Maria Riccardo Pacifici, Pina
Picierno, Vanni Piccolo, Linda Laura Sabbadini, Ivan Scalfarotto
Sandra Zampa
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1 giorno fa
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