Cortina tiene, ma a causa del
global warming sono quasi dimezzati i siti che saranno in grado
di ospitare le Olimpiadi invernali nel 2050: è quanto rileva un
team delle università di Waterloo in Canada e di Innsbruck che
regolarmente tiene il polso delle località capaci di accogliere
l'elite degli atleti della neve provenienti da tutto il mondo.
Delle 93 località con infrastrutture capaci di ospitare gare
ad altissimo livello solo 52 avranno la neve profonda abbastanza
e temperature sufficientemente fredde per sostenere i Giochi di
qui a 25 anni. Il numero potrebbe scendere addirittura a 30
negli anni Ottanta del secolo a seconda di quanto
aggressivamente il mondo agirà per contenere l'inquinamento da
biossido di carbonio. Il modello della ricerca presuppone
comunque l'uso di sistemi avanzati di innevamento artificiale:
entro la metà del secolo quasi nessuna località sarebbe in grado
di ospitare in modo affidabile gli sport invernali senza
ricorrere alla neve prodotta artificialmente.
Tra i siti considerati "improbabili" nello studio ci sono
Chamonix e Grenoble in Francia, Garmisch in Germania e Sochi in
Russia, mentre Vancouver (Canada), Palisades Tahoe (California),
Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) e Oslo (Norvegia) sono giudicati
"climaticamente rischiosi". La situazione è ancora più critica
per i Giochi Paralimpici, che di solito si svolgono nelle stesse
sedi due settimane dopo la conclusione delle Olimpiadi della
neve. Secondo Daniel Scott e Robert Steiger, i due studiosi che
hanno firmato lo studio, anticipare entrambi gli eventi di circa
tre settimane quasi raddoppierebbe il numero di località
affidabili per ospitare i Giochi Paralimpici.
La neve artificiale, attualmente prodotta worldwide
dall'italiana TechnoAlpin, fu utilizzata per la prima volta nel
1980 ai Giochi di Lake Placid, nello Stato di New York. Pechino
nel 2022 fu la prima edizione a fare affidamento quasi totale
sull'innevamento artificiale. Per Milano-Cortina, il comitato
organizzatore prevede di produrre quasi 2,4 milioni di metri
cubi di neve. In confronto, quando Cortina ospitò i Giochi del
1956, non venne usata la neve artificiale, anche se l'esercito
italiano trasportò a valle camionate di neve dalle Dolomiti.
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