Il giapponese a sorpresa andrà alla Yamaha. Bastianini, Rins e Bulega in corsa per due posti
E poi c’è il mercato. Che continua a rimanere in sospeso. In mancanza delle firme sugli accordi tra la Msma, l’associazione dei costruttori, e la Dorna passata di proprietà a Liberty Media, gli annunci continuano ad essere rimandati. Tuttavia un colpo di scena c’è stato, per quanto non certificato dai comunicati stampa: Ai Ogura lascerà l’Aprilia, dove peraltro ha cominciato la stagione alla grandissima con il secondo team, lo statunitense Trackhouse. Andrà in Yamaha. Per fare cioè esattamente quello che farà anche Jorge Martin, con la differenza che lo spagnolo forse nel momento in cui ha deciso e firmato non aveva ancora la controprova del valore dell’Aprilia, cosa che invece il giapponese ha avuto appieno. Tant’è vero che ha fin qui messo insieme due quinti posti a Buriram e Goiania e a Austin era in risalita, con il podio come possibilità più che concreta, quando è stato costretto al ritiro da un problema meccanico. Vero però è che Ogura passa da un team satellite a una squadra ufficiale, e una squadra ufficiale anche di parecchio prestigio. Nonostante le grandi difficoltà di questo periodo. Davvero quella di Ogura è stata una mossa che nessuno si aspettava e che a questo punto apre un po’ di scenari altrettanto inattesi.
team trackhouse
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A cominciare dall’Aprilia, non il team ufficiale, dove al confermato, anche ufficialmente, Marco Bezzecchi come sappiamo dal 2027 si unirà per quattro stagioni Pecco Bagnaia. La questione è ovviamente il team Trackhouse dove Raul Fernandez resterà e dove però c’è da incastrare la casella ora mancante. E anche qui si accavallano i temi di Aprilia e Ducati, perché a due selle vuote di qua e di là possono verosimilmente essere abbinati tre nomi. Quelli di due piloti al momento senza moto, Enea Bastianini e Alex Rins. E quello di un terzo che non è un mistero aspiri a passare dalla Superbike alla MotoGP, ovvero Nicolò Bulega. Sono coinvolte Noale e Borgo Panigale perché la logica vorrebbe che uno tra Enea e Alex andasse alla Trackhouse e l’altro da Gresini, che avevamo lasciato senza piloti e che in realtà una scelta sembrerebbe averla fatta: Dani Holgado. Va però detto che mentre Bastianini qualche bel segnale di vita lo ha dato, specie nell’ultima gara prima della sosta a Austin, dove ha centrato un buon sesto posto e dove al sabato era addirittura arrivato al podio con il terzo posto, Rins continua ad essere desaparecido. Con la scusante di una moto che nessuno riesce a far andare in modo decente, nemmeno Fabio Quartararo, ma anche l’aggravante di un 2025 del tutto deludente. Cioè, per capirci, Rins è uno che è stato capace di vincere gran premi in MotoGP con la Suzuki e con la Honda, ma da quando è in Yamaha, ovvero due stagioni piene più i primi tre gran premi di questo 2026, non è mai andato oltre l’ottavo posto, peraltro ottenuto nell’ormai lontano campionato 2024. Andarselo a prendere sarebbe una scelta che assomiglierebbe molto ad un azzardo.
in ducati
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Vale la pena vedere com’è la situazione in casa Ducati, dove come è risaputo alla squadra ufficiale a far coppia con Marc Márquez arriverà Pedro Acosta. L’unica particolarità che resta da capire è la durata del contratto di Márquez, se cioè sarà di un anno+uno o direttamente per due stagioni. Come detto Holgado dovrebbe essere una delle due scelte di Gresini, mentre nel paddock tutti danno per certo l’arrivo di Fermin Aldeguer alla VR46. Dove Fabio Di Giannantonio dovrebbe essere confermato, tanto più dopo il bellissimo avvio di stagione, ma non ci sono ancora state conferme definitive. Molto più incerta è la situazione alla Honda. L’unico punto fermo è l’arrivo di Fabio Quartararo, ovviamente alla HRC. Con chi non è dato a sapersi. I due attualmente in forza alla squadra di Lucio Cecchinello, Diogo Moreira e Johann Zarco, hanno contratti sfalsati rispetto a quasi tutto il resto della griglia, cioè avevano fin dall’inizio di questa stagione la certezza di restare con la casa di Tokyo anche per il 2027. Presumibilmente dove sono adesso, ma data la situazione incerta tutto potrebbe essere. Il fatto è che da inserire ci sarà probabilmente David Alonso, e sarà da da capire dove. E poi ci sono i due titolari di quest’anno, Joan Mir e Luca Marioni. Possibile, probabile, che la soluzione del puzzle sia la moltiplicazione delle moto, attuabile attraverso l’acquisizione del team Tech3 da poco passato di proprietà a Gunther Steiner, e al momento motorizzato KTM. A quel punto alla casa austriaca resterebbero solo le due moto ufficiali, una delle quali come noto destinata ad Alex Márquez. Per l’altra si vedrà, difficile immaginare che possa non essere di Maverick Vinales, ma che ne sarebbe di Brad Binder? Resta solo un’altra squadra. Dalla Yamaha eravamo partiti, alla Yamaha torniamo, alla sua seconda squadra, la Pramac. Che ha puntato su Toprak Razgatlioglu e naturalmente continuerà a farlo. Per il secondo manubrio, uno dei nomi che abbiamo indicato come non ancora abbinati oppure, più verosimilmente, Izan Guevara.
Questo articolo è tratto da Pole Position, newsletter G+ sui retroscena più caldi e analisi approfondite sul mondo dei motori, due o quattro ruote, a cura della redazione motori, pubblicata ogni martedì. Per iscriversi e per informazioni sulle altre newsletter della Gazzetta, clicca qui












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