"Non metto le mani nel cesso per 25 centesimi, dammi 100 dollari". Ceballos e le follie di Sir Charles

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 Lakers wear yellow.).  AFP PHOTO (Photo by VINCE BUCCI / AFP)

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Una finale persa senza giocare con i Suns, i consigli di Magic per la schiacciata "cieca", gli attacchi di cuore e lo spavento per il Covid: la storia di Cedric, cugino di Kobe finito a Krasnodar

Massimo Oriani

Giornalista

14 luglio - 18:42 - MILANO

Se pensate al numero 23 dei Lakers, il primo nome che viene alla mente è ovviamente quello di LeBron James, anche se sul posto del Prescelto nel Pantheon gialloviola c'è parecchio da discutere. C'è stato però un altro 23 che ha indossato la canotta di L.A. lasciando il segno principalmente perché una delle pedine di scambio che portarono alla corte di Jerry Buss Big Shot Bob, al secolo Robert Horry. Non proprio un bel biglietto da visita, ma in realtà Cedric non era malaccio, ebbe solo la sfortuna di giocare in un'era - tra il '94 e il '97 - in cui i Lakers erano in ricostruzione. Si era chiusa l'epoca di Magic e Jabbar e non si era ancora aperta quella di Kobe (peraltro suo secondo cugino) e Shaq. 

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