"Non gioco, quello mi spacca le gambe". E con tre pillole il bomber saltò la finale dei Mondiali

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Finale 1930 tra Uruguay e Argentina in un clima di guerra a Montevideo: Anselmo, centravanti della Celeste, all'annuncio delle formazioni viene preso da una crisi di panico. Ha paura dei muscoli di Monti, e....

Andrea Schianchi

Giornalista

31 luglio - 20:43 - MILANO

Quando la paura degenera e tracima fino a diventare panico, allora diventa causa d’infelicità e di dolore, e la si etichetta come una maledizione: qualcosa che viene dall’alto, forse dal destino, e che non si riesce più a gestire. Di solito avere paura è un buon metodo per evitare il pericolo della temerarietà e dell’irresponsabilità: è la paura a mettere in guardia l’uomo di fronte agli ostacoli e ai rischi che incontra nel suo cammino; è la paura a consigliare la prudenza, a evitare che si compiano azioni fonti di guai. E però, se non la si gestisce con equilibrio, essa è pronta a ingigantirsi, a spaventare, perfino a terrorizzare. Questa storia ne è la testimonianza. 

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