Non celebriamo il raccattapalle Afan: è stato un gesto scorretto e antisportivo

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Rubare gli appunti a Donnarumma non è stata una simpatica trovata, tutt'altro. Zero alibi per l'Italia, però non tutto è lecito pur di vincere

Fabio Licari

Giornalista

8 aprile - 11:03 - MILANO

Nessuno darà la colpa dell’eliminazione dell’Italia ad Afan: ha fatto scomparire astutamente gli appunti di Donnarumma sui rigori, ci ha giocato un bello scherzetto, ma non siamo certo fuori dal Mondiale per un raccattapalle. La serata non memorabile di Turpin, le espulsioni, le congiunzioni astrali, i sorteggi che ci mandano sempre fuori casa, le rivali fortissime nei gruppi: c’è chiaramente una congiura mondiale contro l’azzurro (basta crederci), poi noi facciamo del nostro meglio andando a dieci all’ora, chiudendoci in area e facendoci venire un bel po’ di paura… 

niente sconti

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Premesso tutto ciò, però, sembra leggermente fuori posto questa celebrazione col sorriso di un gesto – si può dire? – antisportivo e un po’ prepotente: il ragazzino di Zenica ha intuito che avrebbe potuto aiutare la sua squadra e non ci ha pensato due volte a fare da sé. Neanche il tempo di parlare della lotta della Fifa ai perditempo, delle abitudini inaccettabili dei guardalinee (non solo) italiani che diventano i migliori assistmen, o i difensori più efficaci, dipende dai punti di vista, che questa furbata ripropone il problema dell’aiutino supplementare per la squadra di casa. 

le motivazioni di donnarumma 

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Con l’intervista di Afan oggi alla Gazzetta si restituisce almeno un po’ di verità sul comportamento quasi isterico di Donnarumma. Sembrava che il portiere azzurro fosse andato fuori di testa, che avesse strappato il foglietto del collega Vasilj per un capriccio o per prepotenza, che insomma l’antisportivo fosse lui. Ora è chiaro: è stata una reazione tutto sommato più che comprensibile, dopo aver capito che qualcuno gli aveva strappato uno strumento di lavoro, come se gli avessero tolto i guanti o le scarpe da calcio. Aveva “sbroccato”, ma non senza motivo. 

niente alibi

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Comunque ormai è andata: Afan ci ha regalato un alibi in più fino al 2029, quando cominceranno le prossime qualificazioni mondiali e parleremo della sua furbata come del “muro” della Svezia a San Siro e delle clamorose occasioni con la Macedonia, invece di ammettere le nostre debolezze. Ma almeno non stiamo a raccontarci che s’è trattato di un gesto simpatico di un ragazzino tifoso, altrimenti tutti i discorsi sulla sportività del calcio sarebbero soltanto ipocrisia. Diciamo la verità: se fosse successo contro uno dei nostri club, si sarebbero già aperti i processi internazionali. La Nazionale che non vince più non è di nessuno: quindi sia pure cornuta e mazziata.  

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