Nole: "Jannik due livelli sopra di me. Ma non è stata la mia ultima volta a Wimbledon"

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Djokovic fa i complimenti a Sinner dopo la sconfitta in semifinale: "È stato dominante". E sul futuro dice: "Quando sto bene, penso ancora di poter competere con chiunque"

10 luglio 2026 (modifica alle 20:42) - LONDRA (INGHILTERRA)

“Lui era almeno un livello sopra di me. Se non due”. Non si nasconde, Novak Djokovic, dopo il triplo 6-4 preso nella semifinale di Wimbledon: Jannik Sinner è stato migliore di lui. E stavolta non è questione di infortuni, come nell’incrocio dello scorso anno sull’erba londinese. “Non c’era molto che potessi fare: è stata una ripassata”, ha detto Nole. Il 39enne non ha problemi ad ammettere che contro il Sinner affrontato nel pomeriggio sul Centrale c’era poco da fare. “Ero almeno mezzo passo più lento, praticamente su ogni tiro - ammette -. È così semplice: è stato migliore lui. Io non ero abbastanza in forma, abbastanza reattivo, abbastanza pronto a reagire per giocare contro di lui. Non c’è stato molto che ho potuto fare. L’anno scorso ero infortunato, mi ero fatto male nei quarti, ma quest’anno stavo bene fisicamente, magari non fresco come a inizio torneo ma stavo bene. Lui è stato decisamente il miglior giocatore in campo, è stato dominante. L’unica cosa che posso dire è complimenti”. 

futuro

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Djokovic racconta che gli piacerebbe tornare a Wimbledon anche il prossimo anno, anche a 40 anni. “Almeno un’ultima volta”. Poi spiega quello che effettivamente dovrà valutare: se il suo livello attuale, quello che gli basta per arrivare tra i migliori di uno slam ma non per vincere il suo 25°, è abbastanza per uno come lui. “L’anno scorso ho fatto le semifinali nei 4 Slam, quest’anno la finale in Australia e la semifinale qui: penso che per il 99% dei giocatori sarebbe un gran risultato, ma io ho la sfortuna/fortuna di essere abituato ad altro, di essere abituato a vincere. Allo stesso tempo, devo anche fare i conti con me stesso e col livello a cui sono ancora in grado di giocare. Quando sto bene, penso ancora di poter competere con chiunque. Ma ho aspettative tali che mi fanno uscire da un torneo così, da una semifinale persa col numero uno del mondo, con l’amaro in bocca. Ora voltò pagina, vediamo cosa ci riserva il futuro”.

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