Nkunku e Jashari, 70 milioni in panchina: il piano di Allegri per rilanciarli

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Sono i due acquisti più onerosi della scorsa estate, e per ora vedono poco campo

Marco Pasotto

Giornalista

28 marzo - 12:27 - MILANO

C'è chi ha reso secondo le aspettative o forse anche di più (Modric, Rabiot), chi è emerso strada facendo (De Winter, Athekame), chi ha alternato cose buone ad altre meno buone (Estupinan), chi sta gettando le basi per un futuro da protagonista (Ricci), chi ha trascorso un'annata di studio (Odogu). Tutto si può dire dello scorso mercato estivo rossonero, tranne che non sia stato variegato. C'è poi ancora una casella da osservare e analizzare: quella in cui si trova chi ha necessità di dare un senso all'investimento del club.

tira e molla

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Christopher Nunku e Ardon Jashari sono stati il fiore all'occhiello della scorsa estate in termini finanziari: il francese è arrivato per 37 milioni più bonus, lo svizzero per 34 più bonus. In termini di cartellino puro siamo quindi sulla settantina. Due storie e due percorsi peraltro molto diversi. Ardon è stato inseguito a lungo in un tira e molla snervante come ormai è consuetudine quando si tratta col Bruges (De Ketelaere docet). Un profilo giovane, carattere tosto - se è sbarcato in rossonero è stato anche grazie alla sua ferma presa di posizione con il club belga -, piedi educati e allo stesso tempo portati per la doppia fase, capace di giocare davanti alla difesa ma anche mezzala. Nkunku è invece stato la classica ciliegina su una torta comunque già ricca (sono state dieci le facce nuove arrivate nel 2025), un profilo d'esperienza su cui il Diavolo ha messo le mani nelle ultime ore di mercato per arricchire ulteriormente il reparto avanzato. A convincere la dirigenza rossonera, come per Jashari, la malleabilità tattica del francese, in grado di agire da esterno così come da punta, sebbene non sia un centravanti di ruolo.

ruggine

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Poi, però, i percorsi dei due giocatori sono stati accomunati dalle difficoltà fisiche. Fin dall'alba della stagione. Era ancora la seconda metà di agosto quando Jashari in allenamento è uscito da uno scontro con Gimenez con una diagnosi pesantissima: frattura del perone. Due mesi fuori, con tutto ciò che ne può conseguire a livello atletico. Nkunku invece è arrivato a Milanello con una preparazione praticamente inesistente, sgradita eredità del rapporto fortemente compromesso col Chelsea, che dopo il Mondiale per club lo ha di fatto messo fuori rosa, facendogli anche saltare le amichevoli. La ruggine si è accumulata, Allegri ha potuto prenderlo seriamente in considerazione soltanto a novembre. Insomma un percorso a ostacoli per entrambi, di certo non lo scenario che avrebbero immaginato per la loro prima avventura a Milanello.

prospettive

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I numeri attuali complessivi recitano 1.185 minuti (27 presenze, 13 da titolare) per Nkunku, con 6 gol (la metà su rigore) e 3 assist. E 640 minuti (12 presenze, 7 da titolare) con un assist per Jashari. Un allenatore che governa una rosa ristretta come quella rossonera - 20 giocatori di movimento - non può permettersi di lasciare indietro nessuno, tantomeno negli ultimi due mesi di una stagione dove c'è un posto in Champions da difendere e, perché no, la speranza di avere ancora validi motivi per insidiare l'Inter. Prospettive per Christo e Ardon? Il francese potrebbe trarre vantaggio dalle difficoltà fisiche di Leao (a Napoli, per esempio, ci dovrebbe essere lui accanto a Pulisic), mentre lo svizzero deve cercare di convincere appieno Allegri da mezzala. Max lo vede prima di tutto come un alter ego di Modric, e sul centrosinistra c'è l'altro totem Rabiot. Resta quindi da corteggiare la zona in cui gravita Fofana. Per tutto il resto, se ne riparlerà la prossima stagione: Jashari è destinato alla permanenza, Nkunku magari ha qualche certezza in meno ma la sua duttilità è comunque ritenuta preziosa. Una cosa è certa: occorre trovare il modo di valorizzarli, per dare un senso compiuto a quei 70 milioni.

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