Nel centrosinistra mosaico di posizioni, sullo sfondo il nodo leadership

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Doveva essere un'occasione di unità ma la messa a punto delle risoluzioni del centrosinistra sulle comunicazioni della premier su Iran e Consiglio Ue si trasforma, a conti fatti, in un ginepraio. Un mosaico di posizioni che vede l'unità solo tra M5s e Avs che si votano reciprocamente i documenti per intero. Ci aveva provato fino all'ultimo Giuseppe Conte e al Senato fa un ennesimo appello: in politica estera "basta divisioni".

Questa volta "non si è chiuso il cerchio - sottolinea - ma per M5s lo sforzo non si ferma". "Da oggi - evidenzia - per noi è la priorità". Un obiettivo non semplice visto che le posizioni in politica interazionale nelle opposizioni ancora una volta restano diversificate. Con una delle novità di giornata che è anche una rinnovata consonanza al centro.

Al Senato Azione e Iv - alla Camera anche con +Europa - mettono a punto una risoluzione unitaria che a Palazzo Madama viene sottoscritta anche dal sentore del Pd Pier Ferdinando Casini e alla Camera da Marianna Madia. La deputata si fa tra l'altro portatrice di una posizione in qualche modo dialogante anche con la maggioranza. "Con colpevole ritardo - evidenzia Madia - Giorgia Meloni apre alle opposizioni sulla politica estera. Io penso, come ha detto prima di me benissimo Filippo Sensi, che seppur con estrema cautela si debba andare a verificare". Insomma un piccolo 'caso' visto che, nei pour parler, si racconta da tempo del malumore della deputata data da qualcuno addirittura in procinto di uscire dai Dem.

"Sul Consiglio Europeo non c'è mai stata una mozione unitaria", minimizza la segretaria Dem Elly Schlein ma l'immagine a sinistra è comunque quella di un mosaico. A onor del vero su una parte - sulla quale ieri i Dem avevano provato a proporre un documento distinto - l'unità c'è, anche oltre al campo largo: si tratta della parte riguardante l'Iran. Ma sull'Ucraina le posizioni sono e restano variegate.

Sullo sfondo delle divisioni, secondo alcuni, anche la competizione per la leadership dell'alleanza. Gli occhi sono tutti puntati ancora sul referendum il cui esito, qualsiasi sia, non potrà non pesare negli equilibri interni. Schlein si è sempre detta disponibile alle primarie di coalizione ma si attende, in ogni caso, il tornante referendario. Le primarie "sono una occasione bellissima, sarà perché ci sono passato", sottolinea conversando con i cronisti anche il leader di Iv Matteo Renzi. Certo - ragiona qualcuno - in caso di sconfitta del NO - la segretaria potrebbe essere in qualche modo indebolita. E, oltre alle ambizioni del leader M5s Giuseppe Conte, non manca chi ricorda il 'convitato di pietra': la sindaca di Genova Ilaria Salis. Insomma alla fine i giochi e i posizionamenti sembrano già in qualche modo partiti.

La legge elettorale, sulla quale si entrerà, nel vivo, comunque, dopo Pasqua, peraltro impone l'indicazione di un candidato premier al momento della presentazione del contrassegno e questo non potrà non pesare nei prossimi ragionamenti anche a sinistra. 

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