Nba, la cessione dei Lakers diventa una faida tra fratelli: i retroscena della guerra dei Buss

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Jeanie Buss arrives at the Los Angeles Premiere Of Netflix's 'Running Point' Season 2 held at The Egyptian Theatre Hollywood on April 15, 2026 in Hollywood, Los Angeles, California, United States. (Photo by Xavier Collin/Image Press Agency/NurPhoto) (Photo by Image Press Agency / NurPhoto via AFP)

Una battaglia a colpi di avvocati e comunicati l'ultimo episodio: tra i figli del mitico proprietario gialloviola Jerry Buss non corre buon sangue...

18 agosto - 12:55 - LONDRA

La guerra dei Buss, come sempre, ruota attorno a una cosa sola: i Los Angeles Lakers. Nella serata di ieri il trust di famiglia ha annunciato di essere pronto a vendere le quote che gli rimangono dei Lakers, il 17,8%, a Josh Kushner e Bob Iger, i due investitori che hanno appena rilevato il pacchetto di maggioranza di una delle squadre più iconiche dello sport mondiale da Mark Walter per una valutazione complessiva di 12,5 miliardi di dollari. L’uscita di scena della famiglia era stata annunciata da un comunicato e a Los Angeles si respirava un’aria nostalgica, visto che i Buss sono sinonimo dei Lakers dal 1979 e li hanno resi iconici. Poi è arrivato il comunicato di Jeanie, ancora ufficialmente la rappresentante dei Lakers all’assemblea dei proprietari Nba, a rendere questa uscita di scena una vera guerra. I fratelli non avevano nessun diritto di vendere e la battaglia legale è appena cominciata. Non è un caso che la storia della famiglia Buss e il loro legame coi Lakers sia già materiale di due seguitissime serie tv. 

la prima mossa

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Lunedì Espn ha anticipato la decisione del trust che controlla le azioni rimanenti nei Lakers della famiglia Buss di venderle a Iger e Kushner, seguendo la valutazione di 12,5 miliardi di dollari della franchigia che i due investitori avevano già fatto nell’acquisizione della quota di maggioranza da Mark Walter. Il trust ha votato a favore della vendita, con la maggioranza necessaria di quattro voti dei sei fratelli. “Abbiamo deciso come famiglia di vendere le quote rimanenti come parte dell’affare in corso attorno alla proprietà dei Lakers - recitava un comunicato diffuso dalla famiglia Buss -. Amiamo i Lakers, i loro tifosi e continueremo a supportare Los Angeles, ma è il momento di usare questa opportunità per andare avanti e uscire di scena con classe quando ancora possiamo”. Il trust, che riunisce sei dei figli di Jerry Buss, si metterebbe in tasca circa 2,25 miliardi di dollari dall’operazione. Non male per una quota di minoranza di una squadra che il patriarca aveva comprato quasi mezzo secolo fa per 67,5 milioni di dollari, l’equivalente di circa 310 milioni oggi. Quella che pareva un’uscita di scena ufficiale, però, è stato l’ultimo atto di una guerra di famiglia, la guerra dei Buss, che dura da anni. E che vede Jeanie contrapposta ai fratelli. 

la reazione

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A quel comunicato ne è seguito un altro, quello dell’avvocato di Jeanie Buss, che proclamava nullo il voto del trust sulla vendita. “Nessuna cessione delle quote dei Lakers può essere effettuata senza l’approvazione di tutti gli amministratori fiduciari del fondo, cioè Jeanie, Janie e Joey - scrive il legale -. E gli amministratori fiduciari sono obbligati a votare che la quota della famiglia dei Lakers rimanga sempre al minimo del 15% richiesto perché Jeanie rimanga azionista di riferimento. Ogni decisione degli altri amministratori fiduciari contraria a questo principio viola la decisione di un tribunale”. In pratica, la famiglia non può vendere senza l’ok di Jeanie, rimasta rappresentante dei Lakers all’assemblea dei proprietari NBA anche dopo la decisione lo scorso anno di vendere le quote di maggioranza a Mark Walter e scendere al 17,8%. Questa nuova battaglia legale è l’ultimo atto di uno scontro di famiglia che dura dal 2017. Alla sua morte, nel 2013, Jerry Buss aveva indicato Jeanie come successore nel controllo dei Lakers, mentre Jim era responsabile della gestione sportiva. Nel 2017 Jeanie, come azionista di riferimento, aveva licenziato Jim per assumere Magic Johnson come massimo dirigente sportivo, avviando quella battaglia legale che ha vinto e su cui ora il suo avvocato costruisce il suo tentativo di impedire la cessione delle ultime quote di famiglia. La guerra dei Buss è appena cominciata: Hollywood, come sempre, è pronta a prendere nota. 

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