L'allenatore del Napoli ha già fatto ampiamente capire di essere attratto dall'idea di tornare ct. Il tecnico rossonero chiede al club un mercato da scudetto. Oppure il divorzio non sarebbe impossibile
14 aprile - 00:50 - MILANO
In questo finale di Serie A il testa a testa tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri non sarà solo per il secondo posto in classifica, ma anche... per la panchina della Nazionale. Roberto Mancini è il terzo incomodo, ma nella volata tra i due tecnici con più scudetti in attività, l’allenatore di Jesi è staccato. Le quotazioni azzurre di Max, invece, sono in ascesa perché, a dispetto delle rassicurazioni che arrivano dal Milan riguardo al legame con il suo attuale condottiero, l’ingresso (o no) nella prossima Champions League, ma soprattutto i programmi di mercato del club di via Aldo Rossi, potrebbero far saltare... il banco. In caso di arrivo tra le prime quattro, Allegri chiederà più potere decisionale nella scelta dei rinforzi. E se (come inevitabile) non sarà accontentato su tutti i nomi che proporrà, almeno pretenderà di avere giocatori che abbiano nel dna l’attitudine a vincere e adattarsi al calcio che ha in mente. Altrimenti premerà per interrompere un contratto che, con la qualificazione alla Champions, sarà automaticamente allungato fino al 2028, con un’ulteriore opzione fino al 2029.
conte e mancini
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Conte, Allegri e Mancini partono da posizioni diverse. Quest’ultimo tra poche settimane si libererà dall’accordo con l’Al Sadd, società qatariota, e si metterà sul mercato. Il fattore tempo, però, non sarà un vantaggio perché le elezioni del presidente federale sono fissate per il 22 giugno e per quella data, con il campionato finito da un mese, anche i piani di Antonio e Max saranno più chiari. Il salentino con le sue dichiarazioni ha fatto capire di essere attratto dalla prospettiva di tornare sulla panchina della Nazionale e De Laurentiis non lo ha blindato. Anzi, ha aperto le porte alla separazione. Un Conte-bis sulla panchina dell’Italia, insomma, è credibile.
e allegri?
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Per il livornese, invece, la strada verso l’eventuale separazione dal Diavolo per il momento è meno tracciata. Perché il Milan vuole continuare con Max al volante e ha già iniziato a programmare la prossima stagione (dal precampionato che prevede una tournée in Australia passando per le priorità del mercato: l’arrivo di almeno un elemento di grande spessore in tutti i reparti). Il tecnico ex Juventus, invece, dal canto suo non ha allontanato la possibilità di sedere sulla panchina della Nazionale e venerdì scorso si è limitato a dire che ancora non c’è un presidente federale. Motivo? Ha accettato nel maggio 2025 di firmare con il Milan e iniziare la restaurazione rossonera con la “promessa” di puntare a vincere il campionato con investimenti importanti durante gli anni del suo progetto. Se questo presupposto venisse meno, o se comunque agli occhi di Allegri il Milan non avesse in programma una campagna acquisti all’altezza delle sue aspettative, anche un addio non potrebbe essere escluso. Fermo restando che chiaramente Cardinale e i suoi uomini andrebbero convinti a lasciare libero il loro allenatore. Difficile che lo facciano dopo il 22 giugno. Anzi, quest’eventualità è esclusa con forza dal quartier generale rossonero, ma nel calcio mai dire mai. Soprattutto perché c’è di mezzo la Nazionale che è una sfida affascinante per tutti i tecnici.
selezionatore
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Allegri da ct potrebbe pescare liberamente nel bacino degli azzurrabili: non avrebbe... vincoli di mercato, ma neppure la routine e l’adrenalina quotidiana degli allenamenti che nei due periodi post separazione con la Signora gli sono mancati. Troverebbe diversi giocatori che ha già allenato, proprio come Conte. E con ogni probabilità entrambi avrebbero un contratto biennale che si rinnoverebbe per altre due stagioni in caso di qualificazione a Euro 2028. Perché il vero obiettivo dell’Italia è non saltare, nel 2030, il quarto Mondiale di fila. Con Max o Antonio un’altra Apocalisse del nostro calcio forse sarebbe meno probabile.
La Gazzetta dello Sport
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