Le azzurre rimontano dal 2-0 contro le verdeoro in formazione iridata. Si interrompe a 39 la serie positiva. Seconda tappa dal 17 giugno nelle Filippine
L’Arena Nilson Nelson di Brasilia, stipata e assordante, era apparecchiata per la celebrazione del Brasile praticamente al completo, ma l’Italia arriva a un passo dal rovinargli la festa perdendo 3-2 (25-15, 25-22, 22-25, 24-26, 15-12) al tie-break, interrompendo così la striscia vincente di 39 vittorie. Curiosamente l’ultima sconfitta, poco più di due anni fa (l’1 giugno 2024), fu proprio contro il Brasile, sempre al tie-break, sempre in Nations League. Più concretamente, la sconfitta non ridimensiona certo le azzurre, che anzi mostrano carattere e lucidità recuperando due set e giocando alla pari i punti decisivi. Dopo un primo parziale traumatico, sono state capaci di trasformarsi nel corso della gara, trovando soluzioni in grado di mettere in difficoltà una squadra molto più rodata ed esperta, schierata da Zé Roberto per la tappa casalinga. Il ct Velasco rimbrotta, corregge, richiama, dà fiato ad Antropova, chiede attenzione in un match difficile da gestire senza arrabbiarsi veramente mai, giocando a scacchi con i cambi e trovando risposte confortanti da tutte le giocatrici. Il bilancio della prima tappa di Nations League è comunque positivo con tre vittorie e una sconfitta digeribile. Le azzurre torneranno in campo nelle Filippine il 17 giugno contro la Repubblica Ceca nella seconda tappa.
il match
—
Se Velasco in campo del sestetto titolare del Mondiale ha solo Nervini e schiera un’Antropova ancora in versione sperimentale nel ruolo di schiacciatrice, al Brasile della semifinale iridata manca solo Gabi, in tribuna, mentre Rosamaria e Tainara si sono date il cambio nel ruolo di opposto. Nell’Arena di Brasilia le leonesse hanno tutte la maglia verdeoro e nel primo set sbranano le azzurre che, prima ancora di aver cominciato a giocare, vedono palloni abbattersi a velocità supersonica nel loro campo. Ana Cristina esordisce con 7 punti nel primo set mentre Antropova si trova il muro a tre schierato sempre compatto e, con una ricezione più che rivedibile, Cambi è costretta alle corse pagando in lucidità. Sul 9-15 Velasco mette a riposo Kate e inserisce Omoruyi che fa il suo ma non cambia il verso di un set ormai condannato. Sembra l’alba di un ko netto e invece no. L’Italia resetta e riparte con determinazione. Più ordinata, ancora fatica in ricezione ma ricostruisce con più ordine a grinta. C’è Adigwe, c’è il muro più compatto con Nwakalor, c’è una difesa più reattiva, c’è Antropova che costruisce con fatica e cerca di schivare il muro verdeoro. Macris da parte sua rivede la strategia: Ana Cristina fatica, c’è Bergmann ma si toglie qualche soddisfazione anche al centro con Julia Judiess, futura giocatrice di Novara, e Diana. Le azzurre sono avanti per quasi tutto il set mentre il Brasile incalza e trova il sorpasso sul 22-20 con un ace di Diana e un errore di Antropova.
reazione
—
Ancora una volta le azzurre rischiano il crollo. Velasco manda in campo Omoruyi per Nervini in diagonale con Antropova: 5-0 l’avvio del Brasile con Diana protagonista a servizio. Sembra finita e invece l’Italia comincia la rimonta con Omoruyi e Antropova e tanta pazienza. Il Brasile festeggia troppo presto e non vede arrivare le azzurre sulla corsia di sorpasso. Quello decisivo arriva con un errore in palleggio di Macris e con Antropova sul 20-21. Sul 22-23 Meli è costretta a rilevare Nwakalor che accusa un problema alla spalla. Sul set ball a Velasco viene negato il cambio in prima linea tra il secondo libero Spirito e Omoruyi, ma il destino vuole che Cambi si trovi obbligata ad alzare proprio in 4. Ilaria Spirito, 32enne libero di Chieri, non si scompone e fa un bel mani e fuori su una Julia incredula e chiude il set portata in trionfo dalle compagne. Il quarto set è una bolgia dentro e fuori dal campo. Meli rimane dentro e in banda sono confermate Omoruyi e Antropova. L’equilibrio è totale fino a dopo il ventesimo punto con Antropova l’ultima ad arrendersi. Il suo turno a servizio propizia il 24-23 siglato dal muro di Adigwe su Ana Cristina. Omoruyi manda fuori per il 24-24. La schiacciatrice si rifà col 25-24 che chiude il 26-24 e si prende il tie-break.
tie break
—
Equilibrio anche nel quinto con Tainara e Ana Cristina che mettono giù delle martellate e l’Italia che fatica di più ma rimane attaccata. Un paio di primi tempi di Meli, la pipe di Adigwe, Antropova, e il punteggio rimane in parità: 8-8, 10-10. Il break sul 13-11 è una palla fuori di Antropova e Manfredini manda fuori anche la palla del 14-11 del Brasile. Diop schianta a terra il dodicesimo punto ma Ana Cristina (best scorer con 22 punti) chiude il match. Per le azzurre 18 punti di Antropova, 12 di Omoruyi e 13 di Adigwe












English (US) ·