Nations Championship: Sudafrica da paura, 7 mete all’Inghilterra! Colpaccio Scozia in Argentina

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Gli Springboks fanno la voce grossa e vincono 45-21. Giornataccia Pumas a Cordoba, mentre il Galles comincia bene battendo le Figi

Francesco Palma

4 luglio - 23:10 - MILANO

La prima giornata del Nations Championship si chiude col botto. La Scozia espugna Cordoba e batte l’Argentina 47-38 nella sfida tra le due possibili outsider del torneo, con i Pumas che saranno da subito costretti ad inseguire. Nel big match del tardo pomeriggio invece il Sudafrica demolisce l’Inghilterra 45-21: i campioni del mondo in carica dominano, ogni tanto si addormentano e comunque segnano 7 mete dando l’impressione di non aver nemmeno spinto al 100%. Bene anche il Galles, che vince 39-24 una partita non facile con le Figi. Dopo la prima giornata nel girone dell’Emisfero Nord guidano la classifica Scozia, Galles e Irlanda a 5 punti, seguite dalla Francia a 2 con Italia e Inghilterra ultime a 0. Nel girone dell’Emisfero Sud come da pronostico sono davanti Sudafrica e All Blacks a quota 5, col Giappone a 4, l’Australia a 2, l’Argentina a 1 e le Figi 0. 

colpaccio scozia

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Grande partenza dei Pumas, che spostano ossessivamente il pallone da una parte all’altra del campo con Garcia e Albornoz che impongono un gran ritmo al match. La difesa scozzese è costretta a spendere diversi falli, tiene finché può ma dopo 7 minuti di assalto cede: touche vinta bene su Grondona, la maul e avanzante e Oviedo si stacca al momento giusto per schiacciare. Albornoz trasforma per il 7-0. Ma è un’illusione. La Scozia accende il motore, piazza 20 fasi sempre avanzanti e pareggia con Tuipulotu dopo un gran passaggio di Hutchinson. Burke trasforma da posizione difficile per il 7-7. Al 22’ si accende anche Kyle Rowe, fino a quel momento sornione: l’estremo scozzese ne fa fuori tre in un colpo solo, viene fermato in qualche modo da Isgro ma a quel punto la difesa argentina è scopertissima e Schoeman può finalizzare per il 12-7. L’Argentina accusa il colpo, prova a riportarsi sotto col piede di Albornoz al 33’ ma 2 minuti dopo subisce la terza meta: la segna uno scatenato Hutchinson, che stavolta si mette in proprio e finalizza passando in mezzo ad Albornoz e Cinti: si va negli spogliatoi sul 19-10. Anche nella ripresa è l’Argentina a marcare per prima: calcetto di Santiago Carreras per la corsa di Isgrò che con un gioco di prestigio tiene un pallone difficilissimo, poi pesta sulle gambe e resiste all’intervento di Steyn prima di schiacciare. La Scozia capisce di dover tentare il tutto per tutto, rinuncia a 3 punti facili e va in rimessa laterale per cercare il bersaglio grosso, e la scelta paga: ci pensa Gregor Brown firmare il 26-17. L’Argentina accusa il colpo, la Scozia fa quello che vuole e al 56’ segna ancora: prima imbucata di Dobie per la corsa di Rowe, arriva all’interno White che al volo riesce a servire l’accorrente Cummings per l’incrocio: strada spianata e meta del 33-17. L’Argentina accorcia le distanze con la marcatura di Rapetti, con la Scozia che resta in 14 per un giallo a Dobie. Nonostante l’inferiorità numerica la Scozia rinuncia a un calcio centrale: la scelta, apparentemente folle, è però vincente perché Samuel porta giù il pallone e innesca una maul avanzante, con Hiddleston che schiaccia per il 40-24. Arriva anche il giallo per Moro, 14 contro 14. C’è gloria ancora per Rowe che al 73’ firma la meta del 47-24. Nel finale arriva la meta del bonus per i Pumas con l’intercetto di Cinti, poi Moyano accorcia ulteriormente le distanze ma non c’è più tempo: vince la Scozia 47-38. 

dominio sudafrica

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Nella partita più attesa il Sudafrica fa il Sudafrica e demolisce l’Inghilterra: gli Springboks perdono nel riscaldamento due totem come Kolisi ed Etzebeth segnano 3 mete in 12 minuti e sembrano avere già il match in mano. Du Toit finalizza la splendida corsa di taglio di Willemse e schiaccia per il 5-0, poi Kolbe manda per le terre il povero Murley con una finta delle sue e segna la seconda meta, e al 12’ è Arendse ad ubriacare Marcus Smith dall’altro lato, quello sinistro, per il clamoroso 17-0 (mancano 2 trasformazioni di Kolbe) dopo neanche un quarto d’ora. Sembra il preludio di un massacro, ma gli Springboks calano il ritmo e soprattutto concedono 10 minuti di superiorità numerica agli inglesi per un avanti volontario di Arendse: l’Inghilterra ne approfitta e va subito a segno con Ellis Genge, dopo che Murley si era involato sul lato sinistro. Nel finale di primo tempo arriva anche la seconda meta: carica centrale di Freeman che disunisce la difesa sudafricana, poi Van Poortvliet trova a sinistra Martin, che rompe i placcaggi di Wiese e Kolbe e schiaccia per il 17-14 con trasformazione di Fin Smith. Nonostante tutto l’Inghilterra va negli spogliatoi a -3, ma nella ripresa gli Springboks cambiano di nuovo marcia e chiudono la questione: Grant Williams guida le accelerazioni folli dei sudafricani, poi al 45’ si mette in proprio e finalizza con una bella imbucata un’azione da 20 fasi. Lo stesso Williams ispira la quinta meta col solito ritmo indiavolato, con Willemse e Marx che rifiniscono e Kriel che schiaccia per il 31-14. Nel momento migliore del Sudafrica l’Inghilterra torna sotto con la meta di Alex Coles, bravo a rompere due placcaggi e a schiacciare, ma la squadra di Erasmus nel finale dilaga, complici anche i cartellini gialli a Freeman e Pepper. Segna subito Marx sugli sviluppi di una maul dominante, poi nel finale c’è gloria anche per Dixon (che non doveva neanche giocare e si è ritrovato in lista gara all’ultimo momento) per il 45-21 finale: 7 mete e tutti a casa. 

galles, buona la prima

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Esordio vincente del Galles – e non era scontato – che batte le Figi 39-24 a Cardiff dopo una partita più complicata di quanto dica il risultato. Isolani in vantaggio dopo soli 3’ con Sowaluka e rimontati dalla strepitosa doppietta di Jac Morgan, l’uomo che può davvero risollevare il Galles dalla crisi che sta vivendo. Mancano però le trasformazioni di Edwards e le Figi ne approfittano per pareggiare col piede di Armstrong-Ravula alla fine del primo tempo per il 10-10. Nella ripresa le Figi buttano via tutto in 5 minuti: Carre va a segno con una gran carica delle sue, poi al 47’ Adams approfitta della dormita di Ravutaumada per schiacciargli letteralmente l’ovale sotto le gambe. Edwards allunga ulteriormente dalla piazzola, poi come da tradizione i figiani si svegliano e tornano sotto con le mete di Canakaivata e Ravutaumada. Non basta però, perché sul 25-24 il Galles accelera e nel finale chiude la partita: segnano Elias e James per il 39-24 che vale il primo successo e anche il punto di bonus offensivo.

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