Musah ancora sostituito nel primo tempo: furioso, non saluta Conceiçao. Poi il dietrofront

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Il centrocampista non ha gradito il cambio: è la terza volta in stagione. Poi il tecnico ha mandato Florenzi a fare da paciere

Luca Bianchin

Giornalista

5 aprile 2025 (modifica alle 21:52) - MILANO

Sergio Conceiçao non guarda in faccia a nessuno ma la sostituzione di Yunus Musah va oltre: è istantaneamente un caso. Una delle punizioni peggiori per un calciatore, considerati i precedenti. I fatti: Conceiçao ha sostituito Musah dopo 23 minuti di Milan-Fiorentina, il cambio per scelta tecnica più precoce della stagione. Musah è corso negli spogliatoi e non è difficile immaginare il nervosismo per la bocciatura. Conceiçao a quel punto ha mandato Florenzi come ambasciatore in spogliatoio e Yunus è tornato in panchina, ha fatto rapidamente pace con Conceiçao ed è stato abbracciato dai compagni. Caso rientrato? Conoscendo il carattere solare di Musah, probabilmente sì, certo l’episodio resta inusuale. Una botta all’autostima XXL. 

perché il cambio di musah

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Che cosa è successo in quei 23 minuti? Musah ha giocato molto male e ha generato il gol del vantaggio della Fiorentina con una pessima gestione del pallone diventata un passaggio a… Mandragora. Conceiçao evidentemente non ha gradito e, soprattutto, ha deciso di passare a due punte. Ha fatto scaldare Jovic e lo ha mandato in campo subito dopo l’1-2 di Abraham.

i precedenti di musah

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Tutto San Siro ha pensato a due precedenti. In Milan-Lazio del 2 marzo, Conceiçao ha sostituito Musah dopo 37 minuti di grande difficoltà, con il Milan sotto di un gol. Musah in quel primo tempo era stato fischiato dal pubblico, che di questi tempi lo prende di mira, e al momento del cambio si è comportato in maniera diversa: non una fuga negli spogliatoi, ma un abbraccio con l’allenatore. Meno di due settimane dopo, in Milan-Como, è stato cambiato al 52’, appena dopo l’intervallo, e molti hanno pensato: “Non avrebbe potuto fare la sostituzione all’intervallo, risparmiandogli i fischi?”. Il particolare decisivo, però, quella volta fu probabilmente un giallo preso da Musah a inizio secondo tempo. Tre episodi a San Siro, due uomini protagonisti, una certezza: questa stagione per Musah è un crash test psicologico.

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