Mullins segna da casa sua e firma l'impresa con Duke: c'è tutto il senso della March Madness

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 Braylon Mullins #24 of the UConn Huskies celebrates after shooting the game-winning three point basket during the second half of a game against the Duke Blue Devils in the Elite Eight of the 2026 NCAA Men's Basketball Tournament at Capital One Arena on March 29, 2026 in Washington, DC.   Emilee Chinn/Getty Images/AFP (Photo by Emilee Chinn / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

La favorita assoluta eliminata da una conclusione da metà campo della matricola 19enne degli Huskies che ha riscritto la storia in tutti i sensi: una testa di serie n. 1 del torneo Ncaa era 134-0 di record quando avanti di almeno 15 punti a metà gara

Riccardo Pratesi

Collaboratore

30 marzo - 19:40 - MILANO

La March Madness spiegata bene. Un tiro “impossibile” regala le Final Four di Indianapolis, la terra promessa, a Uconn e manda a casa Duke, la testa di serie numero 1 assoluta del torneo universitario statunitense. L’immagine ha già fatto il giro del mondo, via social media. Braylon Mullins, matricola 19enne degli Huskies, ribalta al fotofinish una partita che sembrava chiusa a doppia mandata in favore dei Blue Devils, avanti anche di 19 punti, con un tiro assurdo da vicino al logo di metà campo, all’ultimo istante. Connecticut passa così da -2 a +1, finisce 73-72 per il college allenato da Danny Hurley. Un sogno, l’estasi per i tifosi dell’ateneo di Storrs, sei volte campione nazionale, un incubo per chi tifa per l’università di Durham che di titoli ne ha vinti cinque. Una testa di serie n. 1 del torneo Ncaa era 134-0 di record quando avanti di almeno 15 punti a metà gara. E i Blue Devils erano avanti di 15 punti all’intervallo. Sinora, appunto. Poi un ragazzone bianco dell’Indiana, lo Stato di Larry Bird, lo Stato dove si giocano le Final Four 2026, ha cambiato la storia. E regalato a Uconn il primo vantaggio della partita di Elite 8 giocata a Washington, dopo il 2-0 iniziale. Quello definitivo, quello del trionfo. Se non è follia di marzo questa… 

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