Morto a 52 anni Cherubini, ex promessa mai sbocciata: giocava con Totti, poi...

2 ore fa 2

Dopo una lunga malattia se ne va l'ex difensore di Roma e Italia Under 21

Francesco Balzani

Collaboratore

1 aprile 2026 (modifica alle 22:48) - MILANO

Il mondo del calcio dice addio a Gianluca Cherubini. A soli 52 anni, dopo una lunga malattia, l’ex difensore romano è venuto a mancare in queste ore. A darne notizia su Facebook è stato Alessandro Battisti, ex capitano del Chieti e direttore sportivo. “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai”, il post dell’ex compagno di Cherubini che ha vestito anche le maglie di Roma, Reggiana e Vicenza oltre a quella della Nazionale under 21 per cinque volte. 

il malore

—  

Cherubini nel 1995 giocava sotto la guida di Mazzone, insieme a un giovanissimo Totti. Impiegato sia da difensore che da centrocampista prometteva bene, ma dopo una sola stagione la Roma decise di rimandarlo alla Reggiana anche a causa del suo carattere. Il suo nel calcio sembrava comunque un futuro roseo e brillante, ma nonostante 5 presenze in Nazionale Under 21 (vinse l'Europeo 1994 da titolare, in squadra con lui Cannavaro, Panucci, Inzaghi, Vieri...), Cherubini non è mai esploso: a causa del suo temperamento, certo, ma anche di altro. L’inizio del tracollo avvenne nel 2006 quando fu colpito da aneurisma cerebrale fulminante durante Novara-Giulianova. Cherubini rischiò seriamente la vita e restò per 12 giorni in coma. Ripresosi, sembrava dovesse chiudere la carriera di calciatore. Nel 2007-08 intraprese infatti quella da allenatore: al fianco di Giampiero Maini sarà tecnico in seconda della Stella Polare, squadra di Promozione. Poi a sorpresa riprese a giocare per una stagione al Chieti ma non fu più lo stesso. E dopo l’addio al calcio tornò sui giornali per numerosi fatti di cronaca. 

i problemi

—  

Nel 2010 è stato denunciato ad Ostia per aver morso l’orecchio ad un rivale in amore in stile Mike Tyson. Più grave quanto scoperto però dall’Antimafia: faceva parte di un’organizzazione criminale che operava sull’asse Olanda-Italia, con base a Villa Gordiani. Nel giugno del 2014 era stato arrestato invece per porto illegale d’arma e ricettazione perché sorpreso a Tor di Nona (periferia sud di Roma) mentre girava con una pistola calibro 765 risultata rubata. Dai primi controlli l’arma risultò provento di un furto denunciato dal legittimo proprietario. Un anno dopo venne appunto arrestato in quanto accusato di far parte di una pericolosa organizzazione criminale, responsabile di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio internazionale di droga, detenzione di armi ed esplosivo, lesioni personali, estorsione, ricettazione, riciclaggio e reati finanziari.

Leggi l’intero articolo