Moratti su Bastoni: "Juve vittima? La storia dice altro... Povero ragazzo, simulazione entusiasta"

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L'ex presidente nerazzurro commenta la vicenda che tiene banco da sabato sera: "Spero che passi in fretta, che non rimanga come esempio. Gattuso può anche evitare di punirlo"

16 febbraio - 10:26 - MILANO

"Adesso la Juve si lamenta, fa la vittima ed è vittima certamente di un fatto nuovo. Mi sembra che abbia un po' esagerato nelle proteste come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, ma la storia non la ricorda così...". Sono parole che faranno rumore, quelle pronunciate da Massimo Moratti. L'ex presidente dell'Inter ha commentato la vicenda Bastoni a Radio anch'io sport: "Le simulazioni infastidiscono, anche chi fa finta di prendere un colpo in faccia e magari l'ha preso sul petto. Hanno fatto venire noia. Questa di Bastoni è una simulazione entusiasta, ha fatto un salto incredibile da un allungamento del braccio dell'avversario che poi si è pentito ma comunque ha allungato il braccio e ha messo Bastoni nella condizione di approfittare della situazione. Quindi diciamo che il ragazzo si è entusiasmato sul fatto di avere questa possibilità e poi si è risolta in un'ingiustizia perché Kalulu non ha fatto fallo e Bastoni meritava qualche cosa per la sua simulazione. Il Var ha complicato il calcio: ha creato la quasi certezza del giudizio, la gente si è abituata". 

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E ancora: "Credo che Gattuso possa fare a meno di castigare Bastoni. Per il difensore nerazzurro è già un castigo l'attacco che sta avendo da parte di tutti. Mi sembra che non valga la pena. Non so cosa abbia passato in quel momento il povero Bastoni, ma ora è in mezzo a una bufera. Povero ragazzo. Spero che passi in fretta, che non rimanga come esempio quello che ha fatto e che tutt'altro serva per comportarsi correttamente. Non vale la pena andare avanti per un anno, abbiamo capito che è un errore e che ha sbagliato". Sulla possibilità che l'Inter intervenga "contro" il proprio tesserato, Moratti ha le idee chiare: "Dipende dal rapporto tra allenatore e giocatore, non possiamo saperlo. Chiaramente l'allenatore difende il giocatore in pubblico, poi può darsi che a tu per tu gli dica stai attento. Cosa avrei fatto io? Dipende dal giocatore che lo fa, da quando e come lo fa. Non conosco abbastanza i giocatori per permettermi di pensare a cosa farei io".

La Gazzetta dello Sport

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