Mondiali indoor, la nuova Dosso a caccia di meraviglie nei 60: "Sono cambiata, voglio divertirmi"

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L’azzurra, bronzo 2024 e argento 2025, si presenta con 6”99, miglior prestazione mondiale dell’anno: "Ora affronto le cose con più leggerezza. Non sono più veloce di prima: rendo meglio"

20 marzo - 22:29 - TORUN (POLONIA)

Proprio a Torun, il 22 febbraio, ha infranto il muro dei 7” nei 60 (6”99), quinta europea a riuscirci. Ha così migliorato per la settima volta il record italiano (partendo dal 7”19 di Marisa Masullo del 1983). Nelle finali della stagione è imbattuta. Ho corso la distanza otto volte in totale alle media di 7”06, con tre successi in altrettante tappe Gold del World Indoor Tour. Zaynab Dosso scrive pagine di storia dell’atletica italiana e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Sabato, ai Mondiali indoor, insieme a quel prodigio di Kelly Doualla, dopo un bronzo e un argento, sarà tra le favorite al titolo.

Zaynab, se riassumiamo con il sostantivo “continuità” la prima parte del suo 2026 sbagliamo? 

"È ciò che inseguo quest’anno. E non solo nell’attività al coperto. Solidità mentale e tecnica, semplicità: non devo spaccare il mondo ogni volta che gareggio, ma fare quello di cui son capace".

A cosa si riferisce?

"Nel 2024 e nel 2025, tra Giochi di Parigi e Mondiali di Tokyo, nell’appuntamento clou non ho reso come avrei potuto. Dovevo cambiare qualcosa".

Cosa?

"Mentalità e atteggiamento in allenamento. Ho fatto tanti lavori lunghi, aerobici. E in più, anche a costo di andare un po’ più piano, non ho mai interrotto una seduta di ripetuta. Mi aspettano 12 volte i 150? Inutile sparare i primi a 17” e poi fermarsi. Meglio viaggiare costantemente a 17”5, senza appunto pretendere sempre la luna da me stessa". 

Risultati?

"Ho corso tanto, curando scioltezza ed efficacia dell’azione. Ho aggiunto una lezione di pilates alla settimana. Credo che l’assetto di gara mostri i progressi".

La resa, in effetti, è evidente.

"Anche il lavoro mentale su se stessi dà i suoi frutti: ho preferito non seguire più uno psicologo dello sport, mi gravava di responsabilità. Prendo tutto più a cuor leggero".

Può fare un esempio?

"In questa stagione, in accordo con coach Giorgio Frinolli, ho usato i blocchi per la prima volta a venti giorni dal debutto. In passato mi avrebbe messo in difficoltà. Non adesso. L’esperienza aiuta".

In cosa consiste il lavoro su di sé?

"Ho imparato a leggere molto e ad ascoltare audiolibri. Soprattutto testi di auto crescita. In passato venivo influenzata con poco. Ora sono più consapevole, più spensierata. Sono tornata a quando ero ragazzina: parto, arrivo e mi diverto. Non sono più veloce di prima: rendo meglio".

Le piace quel che fa? 

"Molto, sono felice. Più fortunata di così... Ricordo un episodio ai Giochi di Parigi. La sera prima della finale del basket maschile - le nostre gare erano finite - siamo uscite e in un locale abbiamo incontrato i giocatori degli Stati Uniti, da Steph Curry a Lebron James. Lì ho capito cosa vuol dire affrontare le cose con la giusta predisposizione".

Le funziona tutto a meraviglia, quindi?

"In verità non proprio: il sistema, in Italia, non supporta chi fa atletica ad alto livello. La pista dell’Acquacetosa, dove mi alleno col gruppo di Giorgio che include tra gli altri Simonelli e Sibilio, è in condizioni pietose. Quest’inverno, a Roma, ha piovuto molto, rendendola quasi impraticabile. Così, spesso, ci siamo dovuti spostare fino a Rieti. Diversamente, addio tendini".

A proposito: ha superato i tanti acciacchi del passato? 

"Sì, ma solo grazie a investimenti privati, miei personali. Per mesi abbiamo chiesto la presenza di un fisioterapista fisso: nessuno ci è venuto incontro. Così ci abbiamo pensato noi, ingaggiando a mie spese Domenico Porega, specialista dell’Aeronautica. Ci è richiesto il professionismo: posturologo, nutrizionista, chiropratico. Ma non ci sono i mezzi per esserlo".

Ci è richiesto il professionismo: posturologo, nutrizionista, chiropratico. Ma non ci sono i mezzi

Si presenta ai Mondiali da capolista stagionale al pari di Julien Alfred, olimpionica dei 100: cosa si aspetta?

"Di divertirmi, in un luogo dove l’atletica e i suoi protagonisti sono molto amati. Il livello si sta alzando tanto: oggi nemmeno scendendo sotto i 7” si è certi di una medaglia. Ma io posso controllare solo me stessa".

Quando c’è in questo atteggiamento delle sue origini africane?

"Credo parecchio: con Decio, il mio fidanzato, abbiamo già deciso che in settembre faremo un grande tour del Continente. Sarà entusiasmante, almeno quanto il viaggio dello scorso anno zaino in spalla in Giappone post Mondiali".

Decio, martellista portoghese, vive sempre a Miami?

"Per ora: dopo esser venuto a sorpresa a Roma per San Valentino, a luglio si trasferirà qui. Ho comprato casa vicino al Marco Simone Gold Club. Dovrà trovar lavoro e abituarsi ai miei due gatti...".

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