Lo psicologo dello sport Luca Sighinolfi analizza le dinamiche mentali di un gruppo di vertice come quello nerazzurro: "Un atleta non può staccarsi dalle emozioni che vive. E il vantaggio è una situazione delicata: se vinci fai quello che tutti si aspettano, se perdi hai fallito. In questi casi..."
L’Inter ha riaccolto gli azzurri reduci dalla sfida con la Bosnia: Pio Esposito, Barella, Dimarco, Frattesi e Bastoni. Ora c’è una corsa scudetto da chiudere, con tutta la pressione addosso. La mancata qualificazione dell’Italia è una batosta collettiva, ma per chi è sceso in campo lo è ancora di più. A questo si aggiungono episodi individuali pesanti, come il rigore sbagliato da Pio Esposito o il rosso di Bastoni. E c’è anche chi, come Zielinski, torna con la consapevolezza di poter non giocare mai un Mondiale. La sfida, prima ancora che tecnica, sarà mentale. Ne abbiamo parlato con Luca Sighinolfi, psicologo dello sport della Gas Sales Piacenza (Superlega volley) e della Cremonese.
il gruppo
—
Il club si è stretto attorno ai suoi giocatori. L'ambiente è fondamentale: "A livello squadra bisogna distinguere fra la delusione vissuta in Nazionale e quella vissuta nel club. A livello collettivo, la ferita più profonda resta dentro il gruppo della Nazionale. Quando i giocatori rientrano, all’Inter in questo caso, trovano invece un gruppo con una vita mentale ed emotiva diversa". Cercare equilibrio, anche emotivo, in una squadra è un lavoro continuo, ancora più importante in questi casi: "Ognuno porta ciò che ha vissuto nelle ultime settimane: qualcuno torna deluso, qualcuno galvanizzato. Tutto questo va nuovamente mescolato, amalgamato. L’attenzione del gruppo deve essere indirizzata su quello che serve alla squadra intera. L’errore peggiore sarebbe dare troppo spazio al riverbero della sconfitta della Nazionale dentro le dinamiche dello spogliatoio. La fiducia si costruisce allenandosi da un punto di vista fisico, tecnico, tattico e psicologico". Da qui anche il lavoro sul singolo atleta. Gli psicologi dello sport sono ormai parte integrante degli staff delle squadre professioniste: "Oltre ai colloqui, si analizzano i parametri neurofisiologici dei giocatori, sia in termini di stress percepito sia per altre variabili. Questo aiuta a capire quando e se ci sono dei cambiamenti rilevanti".
elaborare le delusioni
—
È forse la cosa più difficile per uno sportivo: elaborare una delusione, un errore, senza lasciare che diventi ingombrante e limitante. Ma seppellire il vissuto non si può, neanche per gli atleti. "Noi non possiamo staccarci dalle emozioni che stiamo vivendo. Un atleta non può cancellare ciò che ha passato. Le esperienze restano, soprattutto quando sono così forti. Si lavora sul modo in cui il giocatore si comporta e gioca mentre prova quell’emozione. Un lavoro di accettazione della condizione emotiva in cui si trova per indirizzare attenzione e azioni verso gli aspetti utili all’allenamento e alla performance calcistica". Ma come si gestisce, concretamente, un errore che rischia di perseguitare? "Un errore significativo, come un rigore sbagliato o un intervento da rosso, può riattivarsi nelle situazioni analoghe sotto forma di memoria emotiva, influenzando tempi e qualità delle decisioni in campo. Può essere che il giocatore si adatti con le sue risorse, se no si costruisce un lavoro mirato, che lo aiuti a rielaborare l’esperienza e a tornare efficace nelle stesse situazioni".
pressione scudetto
—
Situazione scudetto: l'Inter è +6 sul Milan, +7 sul Napoli, solo i nerazzurri possono perderlo: "È una delle condizioni più difficili in cui giocare: se vinci fai semplicemente quello che tutti si aspettano. Se perdi hai fallito. Oggi una parte del lavoro dello psicologo dello sport è ridurre il peso che si dà del rumore esterno, social e pressione mediatica, soprattutto quando si affronta una sconfitta, un momento di difficoltà. L'attenzione deve essere sulle variabili di campo". Per i reduci della Nazionale, il passaggio è delicato: sentirsi responsabili può spingere in due direzioni. O trasformare quella delusione in energia e voglia di reagire, oppure lasciarsi scivolare in una perdita di fiducia. La differenza, ora, sarà tutta lì.










English (US) ·