Dopo l’addio al Mondiale, il croato pensa al futuro. A meno di ribaltoni, giocherà un altro anno in rossonero
Cristiano Ronaldo, per una volta, è uno di noi. Cristiano alla fine di Portogallo-Croazia ha incontrato Luka Modric in mezzo al campo e lo ha abbracciato, come avrebbe fatto un appassionato del suo calcio. Di più, lo ha accarezzato, neanche fosse un vecchio amico che non vedeva da tanto tempo. In fondo, quei due sono dello stesso anno, sono nati nel 1985 e ancora giocano a calcio. L’eliminazione della Croazia dal Mondiale certifica ufficialmente che abbiamo finito, non vedremo più Luka Modric alla Coppa del Mondo con una maglia a scacchi. Il lato buono della medaglia è che ce lo siamo goduti a lungo, perché Modric ha giocato la semifinale 2022 e la finale 2018, andando oltre quello che sognava il bambino innamorato di Zvone Boban. La Croazia non era mai andata così lontano, nemmeno nel mitico 1998.
Il Milan lo chiama
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E adesso, che cosa sarà della vita di Luka Modric? Resterà al Milan, a meno di nuovi pensieri che oggi non sono all’orizzonte: questa è l’idea di Luka, formata nelle ultime settimane e confermata nelle ultime ore. Modric, come altri croati, non è tornato in Europa con il volo della nazionale: resterà probabilmente negli Stati Uniti per qualche giorno. In queste settimane ha tenuto aperte tutte le possibilità sul futuro ma qualcosa è successo. Il nuovo Milan, gestito in prima persona da Gerry Cardinale, lo ha chiamato e gli ha fatto sapere che lo vorrebbe per un’altra stagione. Quando Cardinale ragiona sui grandi giocatori del Milan, quelli da cui vorrebbe ripartire, parla di Maignan, di Rabiot, di Modric, di Pulisic. Il Milan è pronto a fare il bis, anche se l’opzione nel contratto di Luka per il 2026-27 è scaduta il 30 giugno. Negli ultimi giorni c’è stata anche una chiamata di Ruben Amorim e questo è fondamentale, perché sottolinea come Luka per il nuovo allenatore sia importante.
La decisione
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In una frase: una risposta definitiva ancora non c’è ma una volontà comune sì. Il Milan lo vuole tenere e a Modric farebbe piacere restare dove si è trovato benissimo, non solo perché la figlia Ema gioca nel Milan Under 13. Luka ci penserà ancora un po’, sa che potrebbe tornare a Madrid ma la sua priorità è sempre stata il Milan. Voleva giocare almeno una volta la Champions in rossonero. Quando il Milan non si è qualificato ha avuto qualche dubbio, ma ha anche pensato che provare a riconquistarla avrebbe un senso.
Come giocherebbe
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Il secondo anno al Milan, certo, sarebbe diverso dal primo. Amorim ha uno stile di gioco molto differente da quello di Max Allegri e Modric, di conseguenza, giocherebbe in un’altra maniera. Sarebbe un calcio più dispendioso, ma anche più offensivo. Luka non vivrebbe in campo tutte le partite, tutti i minuti, come gli è capitato spesso con Allegri. Il Milan da agosto giocherà in campionato e in Europa League, spesso avrà settimane in cui dovrà viaggiare molto e giocare due volte. Se resterà, Modric selezionerà con Amorim le partite da vivere a tutti i costi e quelle in cui potrà prendersi una pausa. Magari gli capiterà di entrare per l’ultima mezz’ora, come faceva al Real Madrid negli ultimi mesi, oppure di cominciare la partita e uscire presto, per rifiatare un po’ e farsi trovare pronto tre giorni dopo. In fondo, il calcio è ancora la sua passione, quello che lo spinge ad alzarsi la mattina e mettersi a correre. La passione di Cristiano Ronaldo è più egoriferita ma lo ha portato allo stesso risultato: fare il massimo con il talento a disposizione. Per questo quell’abbraccio – si vedeva – è stato sincero.









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