Il passaggio dal 3-5-2 al 3-4-2-1 comporterà modifiche tattiche e di posizionamento per alcuni giocatori. Ecco le principali
All'inizio pareva potesse essere addirittura un addio collettivo, una fuga da Milanello diventato all'improvviso disagevole come il celebre isolotto nella baia davanti a San Francisco. Poi, vuoi per un motivo e vuoi per un altro, quella fuga non c'è stata. A parte Leao, coerente nel suo progetto di confrontarsi con un nuovo campionato che "valorizzerebbe di più il mio talento", le altre vertebre del Diavolo non hanno dato segni concreti di cedimento. Il nuovo progetto rossonero, a cui Cardinale ha dato vita con ripetuti tackle a due piedi che non hanno guardato in faccia nessuno, ha sortito effetti positivi. E, fra le varie considerazioni dei giocatori, un ruolo lo ha avuto anche il cambio di vestito tattico: quel "giocare per vincere, e non per non perdere" sottolineato più volte da Gerry si traduce in un passaggio dal 3-5-2 a un 3-4-2-1 decisamente ben accolto dalla truppa.
opzioni
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Una novità che avrà effetti su diversi giocatori in termini tattici e di posizione. Fra i coinvolti c'è anche Modric. Premesso che uno come lui lungo la mediana può essere impiegato in qualsiasi scenario, agire in un contesto a due o a tre presenta differenze. Luka arriva da un passato più o meno recente in cui i suoi ex allenatori praticavano un centrocampo a tre: al Real giocava da mezzala destra nella fantastica linea con Casemiro davanti alla difesa e Kroos mezzala sinistra. Poi, dopo l'addio di Casemiro prima, e Kroos dopo, la sistemazione di Luka è cambiata. Nell'ultimo anno al Real, Ancelotti ha praticato per lo più un 4-2-3-1, piazzandolo al centro della trequarti o nella mediana a due, con quest'ultima come opzione più gettonata e affiancandogli svariati compagni di reparto: Tchouaméni, Camavinga o Valverde. Peraltro anche in nazionale il croato viene impiegato in una mediana a due. Insomma nessun problema, a patto che gli esterni facciano per bene il loro lavoro. Rispetto a una linea a tre, dove le mezzali garantiscono copertura al centrale, giocare da interno equivale a coprire una porzione di campo più ampia. E se le ali risultano troppo sbilanciate e non aiutano, sono guai.
trasloco
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Nell'ambito di questo discorso, uno degli esterni sarà Saelemaekers. Resta ancora da capire quale sarà la fascia di competenza ma Amorim ha chiarito la propria visione: poiché apprezza i giocatori a piede invertito, lo vede molto bene sulla fascia sinistra. Dunque il belga parrebbe in procinto di traslocare da una corsia all'altra: non cambia il lavoro di base richiesto - doppia fase, ricerca dell'uno contro uno -, ma d'ora in avanti occorrerà cercare il dialogo (e gli incroci) con i trequartisti che l'anno scorso non c'erano. Non solo: agire su una fascia che non è quella del proprio piede equivale ad adattarsi a una visuale e visione di gioco diverse. Per lui non sarà comunque una novità assoluta: a Bologna e a Roma (soprattutto a Bologna) è già stato impiegato sulla corsia mancina. Il discorso dei piedi invertiti ricorre spesso nelle riflessioni di Amorim. Un altro giocatore coinvolto sarà Pulisic, che il tecnico colloca con entusiasmo sulle zolle del trequartista di sinistra. Per Christian, dopo anni da esterno e un'ultima stagione da seconda punta (cosa che a un certo punto ha smesso totalmente di funzionare), sarà un modo per rispolverare le sue evidenti abilità nel gioco fra le linee e i mezzi spazi. Restando sulla trequarti, vita nuova infine anche per Nkunku, che là davanti in carriera ha fatto più o meno di tutto - esterno puro, seconda punta, falso nove -, ma adesso è chiamato a garantire la sua imprevedibilità e la sua tecnica alle spalle di un centravanti di ruolo e accanto a un compagno di reparto con cui non dovrà pestarsi i piedi.











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