Il croato ai canali ufficiali rossoneri: "Dopo il Cagliari un momento di frustrazione, sono tornato come se dovesse essere la prima volta"
Dopo lo sprofondo col Cagliari, il suo sguardo incredulo e perso nel vuoto ha tenuto i tifosi col fiato sospeso per settimane. Si percepivano ansia, incertezza, sconforto e tutti si ponevano un'unica domanda: ma adesso, visto com'è andata a finire, Modric che farà? Rinnova o ringrazia e saluta tutti? Luka è partito per il Mondiale senza aver sciolto il dubbio, un po' perché aveva bisogno di rifletterci su davvero, un po' perché nel momento in cui è terminata la stagione col Milan, è iniziata quella in nazionale. Il barometro ha iniziato a volgere al bello una volta terminato il Mondiale, il "vediamo" ha iniziato a trasformarsi in "potrebbe", poi in "dovrebbe" e infine in "continua".
felicità
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Modric - che a un certo punto pareva potesse smettere di giocare ed era stato accostato al Real, nello staff di Mourinho - ha scelto di proseguire là dove l'anno scorso l'ha portato il cuore. Perché per lui il Milan non è solo un posto dove si diverte ancora a giocare, ma un luogo degli affetti giovanili. E adesso che stanno per arrivare le partite ufficiali, Luka si racconta ai canali del club, svelando anche qualche retroscena interessante. Per esempio: "Dopo l'infortunio non ho mai pensato che quella con la Juve potesse essere la mia ultima gara con il Milan. Avevo tanta voglia di ritornare a giocare subito questa stagione. Dentro di me sapevo di voler continuare, ma allo stesso tempo dovevo verificare altre cose che mi permettessero di farlo. Adesso sono qui e sono molto felice di essere tornato. Sono sempre rimasto in contatto con le persone del Milan e, nonostante fossi al Mondiale, ho sempre avuto in testa il Milan. Avrei potuto firmare il prolungamento di un anno in ogni momento della stagione, anche a dicembre, ma prima volevo ascoltare il mio corpo e capire come mi sentissi, quanta fame avessi, quanta passione avessi ancora. Il Milan ha dimostrato quanto ci tenesse a me e al fatto che facessi parte di questo nuovo progetto: era quello di cui avevo bisogno, quello che volevo sentirmi dire. Ne ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di rimanere".
riflessioni
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La delusione per la Champions mancata ovviamente è stata un colpo molto duro: "Se devo riassumere tutto in una sola parola dico frustrazione. Per quanto mi riguarda, mi è dispiaciuto non poter aiutare la squadra come avevo fatto prima dell'infortunio. Per me è stato davvero un momento difficile. Nei giorni seguenti a Milan-Cagliari ho pensato a cosa fosse successo e quali fossero le motivazioni di questo risultato negativo, ma non potevo rifletterci troppo a lungo per via degli impegni al Mondiale". Però, di base, alla fine sono prevalse le sensazioni positive: "Il primo anno in rossonero è stato fantastico, meglio di quanto mi potessi aspettare. Quando provi così tanto amore, l'unica cosa che vuoi fare è restituire qualcosa ai tifosi e al club e dare tutto te stesso. Ho giocato nel più grande club del mondo, il Real Madrid, ma la mia sensazione è che il Milan sia allo stesso livello. Chi parla del Milan, lo fa in maniera diversa rispetto ad altri club. E quando arrivi qui, capisci perché: è uno dei club più importanti del mondo, chi ci lavora lo rende grande, i tifosi. Ho capito come mai il Milan sia così grande. Ho la sensazione di essere qui da tanti anni e questo mi fa dare tutto me stesso. Sono tornato come se dovesse essere la prima volta e dovessi vincere. Assieme al club, alla proprietà e all'allenatore condividiamo lo stesso obiettivo e per questo ho deciso di tornare. Chiedo ai tifosi di rimanere con noi, di supportare il nostro progetto. Io posso promettere che daremo davvero tutto".









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