ANALISI
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Cardinale indichi senza equivoci chi farà cosa, in panchina e fuori. E a chiunque ci si affiderà, ci si creda fino in fondo. Come fece Berlusconi con Sacchi
Milan anno zero, anzi doppio zero: Gerry Cardinale è in piena azione per ricostruire la rosa e per definire il nuovo gruppo di tecnici e dirigenti. Senza il pass in Champions, è stata fatta tabula rasa in panchina e nel quartier generale di via Aldo Rossi. Via Allegri, via Furlani, via Tare, via Moncada: via tutti. Avanti gli altri, replica del solito film: il popolo rossonero assiste ormai con rassegnazione. Il patron ha in agenda incontri su più tavoli: per la panchina sono in corsa Glasner in prima fila, poi Jaissle e Pochettino, salvo new entry tenute come carte coperte. Per l’incarico di direttore tecnico il candidato principale è una vecchia conoscenza, Rangnick, ct dell’Austria, già contattato sei anni fa e che chiede pieni poteri, inoltre c’è l’opzione Planes dall’Arabia Saudita. Con Ibrahimovic consulente nonché socio del presidente.









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