Milano Cortina: Abodi 'atleti vittime, amareggiati da Ipc su riammissione russi'

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"Siamo molto amareggiati per la scelta dell'Ipc. Gli atleti in questa vicenda rischiano di essere le vittime. Noi vogliamo preservare la loro possibilità di competere". Sono le parole del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, a Casa Italia a Livigno, sulla decisione del Comitato paralimpico internazionale di ammettere bandiera e inno per gli atleti russi e bielorussi che parteciperanno a Milano Cortina 2026.
    "Ci si è dimenticati troppo velocemente di quanto successo il 24 febbraio 2022 tra Olimpiadi e Paralimpiadi - aggiunge Abodi -. Tradendo la tregua olimpica, la Russia ha invaso l'Ucraina con la complicità bielorussa. Questo non è un tema secondario, non ci sono soltanto il dramma della guerra e le responsabilità di questa guerra, ma il tradimento della tregua olimpica. Ed è la ragione per cui, dopo la squalifica per doping di Stato, i russi e i bielorussi sono stati tenuti fuori dai Giochi Olimpici e Paralimpici. Agli atleti è sempre stata data la possibilità di partecipare senza inno, senza bandiera, senza maglia ed è un modo secondo me per rispettarli - ha concluso il ministro -, Ci dispiace perché questa decisione è stata presa unilateralmente, non in sintonia e in armonia con il Comitato olimpico internazionale, nella sovranità dei due organismi che sono autonomi e devono poter scegliere liberamente".
    Abodi non esclude la possibilità di ritirare il visto degli assistenti degli atleti paralimpici e degli stessi atleti, come emerso in queste ore, dando però il boccino alla Farnesina: "È una decisione che riguarda soprattutto il ministero degli Esteri, Antonio Tajani, che si è espresso insieme a me in maniera molto chiara. Adesso le forme spettano all'Ipc e ciò che deciderà il governo passa attraverso le votazioni del presidente del Consiglio e soprattutto del ministro degli Esteri".
    Non è scontato però che la riapertura ad atleti russi e bielorussi riguardi anche le Olimpiadi di Los Angeles 2028. "Mi auguro - la speranza del ministro - che possa succedere perché prenda il sopravvento la pace. L'interesse è di tutti e dobbiamo soltanto auspicare che lo sforzo che le diplomazie internazionali stanno facendo per arrivare alla pace si consolidi. Perché a Los Angeles partecipino tutti, non a fronte di decisioni discutibili ma a fronte di un beneficio collettivo, quello della fine della guerra".
   

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