Il ct francese ha allenato tra Repubblica Democratica del Congo, Kenya, Guinea Equatoriale e Camerun prima di qualificare Haiti al suo secondo Mondiale. Per motivi di sicurezza non ci ha mai messo piede, ma ora sogna l’impresa contro il Brasile
C’è un allenatore che non è mai stato nel Paese della nazionale che allena. È Sebastien Migné, il ct di Haiti. È un francese di 53 anni che viene dalla Loira e ha sviluppato una carriera modesta come calciatore tra le serie minori di Francia e Inghilterra, chiudendo a Londra nel Leyton Orient. Passato in panchina, è diventato un secondo fedele. Prima di Jean-Pierre Papin, poi di Claude Le Roy, il mitico ct di tante nazionali africane. Le Roy aveva perso il suo aiutante di fiducia, il grande Hervé Renard, e cercava un ricambio di fiducia. Ma soprattutto una persona che potesse seguirlo in giro per il mondo senza fare domande, che non avesse legami sentimentali o personali. E così la coppia Le Roy-Migné è partita per l’Oman, poi è passata in Siria. Quindi l’Africa, ça va sans dire: la Repubblica Democratica del Congo e infine il Togo, ultima fermata del periplo congiunto della coppia di allenatori.
mal d'africa
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I due si separano, ma ormai Migné è stato colpito dal mal d’Africa, sindrome indifendibile, non si resiste. Il secondo diventa primo, e va in Congo, quello francese, a Brazzaville, e poi in Kenya e quindi in Guinea Equatoriale. Nazionali minori nel panorama calcistico continentale, ma Migné guadagna esperienza. Nel novembre del 2022 però decide di fare un passo indietro, e accetta la proposta di Rigobert Song, ex glorioso difensore e in quel momento ct del Camerun. Song lo porta al Mondiale in Qatar e qui arriviamo a un’altra parte importante di questo nostro percorso nella vita del ct di Haiti: il 2 dicembre di quel 2022 il Camerun, già eliminato, al Lusail di Doha affronta il Brasile nel terzo ed ultimo incontro del Girone G del Mondiale, e i Leoni Indomabili vincono 1-0. Sorpresona.
SCALPO AZZURRO
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Sabato a Filadelfia Migné vivrà la sua seconda sfida contro la Seleção. Stavolta però in carica sulla panchina avversaria c’è lui, col suo piccolo Haiti che al debutto ha perso 1-0 e con onore con la Scozia. La nazionale caraibica è al suo secondo Mondiale, dopo quello storico del 1974 in Germania Ovest chiuso con l’incredibile scalpo azzurro: esordio con un incredibile 3-1 all’Italia vicecampione del Mondo.
mai visto
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Cinquant’anni dopo Migné è stato chiamato a dirigere la nazionale di Haiti. Solo che la situazione nel Paese è di enorme instabilità, la sicurezza non è garantita, e così il francese ad Haiti non ha mai messo piede: niente forma del contratto, niente presentazione, nessuna visione del campionato locale, ma soprattutto nessuna partita giocata in casa. Sempre in trasferta o in campo neutro. La cosa però non ha scoraggiato Migné, che approfittando della presenza di ben 3 squadre della zona calcistica di competenza qualificate di diritto alla competizione in qualità di Paesi ospiti ha condotto Les Grenadiers al secondo storico Mondiale. E lui può cercare la seconda storica vittoria contro il Brasile.










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