(di Patrizia Vacalebri)
Nella storia passata e nell'era
contemporanea, sono esistite donne che, naturalmente, senza
alcuno sforzo o merito particolare, sono diventate leggendarie,
iconiche. E' a loro che s' ispira Midnight Swans, la collezione
alta moda Autunno-Inverno 2026/27 disegnata da Antonio Grimaldi.
Il riferimento sono i "cigni" di Truman Capote, appellativo con
cui lo scrittore definiva la ristretta cerchia di donne
straordinarie che gravitavano attorno al suo universo: Jackie
Kennedy, Gloria Guinness, Slim Keith, Marella Agnelli e le altre
protagoniste di un'epoca irripetibile.
La collezione evoca il celebre Black and White Ball del 1966,
organizzato all'Hotel Plaza di New York dallo stesso Capote, il
ricevimento più esclusivo del Novecento. Gli abiti ne
reinterpretano l'atmosfera, trasformando la notte in uno spazio
sospeso tra memoria e immaginazione, dove il bianco e il nero
diventano codice estetico e il glamour assume una dimensione
cinematografica. Con Midnight Swans Antonio Grimaldi rende
omaggio all'eleganza delle sue donne che non seguono il tempo,
ma lo trascendono con la grazia di un cigno: libere,
sofisticate.
Venticinque creazioni raccontano una femminilità contemporanea.
Le silhouette si allungano con naturale eleganza, definendo
figure eteree e slanciate, dai lineamenti netti e disegnati. La
costruzione sartoriale scolpisce il corpo alternando volumi
architettonici e trasparenze impalpabili, mentre la leggerezza
diventa elemento di forza. Maschere di tulle ricamate di
cristalli e copricapi in crine e piume evocano il fascino
enigmatico del Bal-en-tête. Frange di cristallo sfiorano il
volto senza celarne l'identità, amplificando il dialogo tra
mistero e presenza e calze interamente ornate di cristalli
dialogano con mini abiti couture.
La collezione introduce nuove proporzioni all'interno del
vocabolario stilistico della Maison. Accanto agli iconici abiti
da sera e ai mini dress, debutta la lunghezza midi. La vita si
abbassa, ridefinendo le proporzioni del corpo e il panneggio
diventa protagonista assoluto: il raso incontra il velluto in
sofisticate architetture tridimensionali che esaltano il gesto
dell'alta moda. Velluto, taffetà, duchesse e crêpe cady
raccontano il savoir-faire della Maison attraverso un raffinato
dialogo di consistenze e riflessi. Le boules di organza creano
volumi eterei. Il ricamo diventa narrazione: lacrime di vetro
sembrano scivolare da un bustier fino a dissolversi in un'ampia
gonna di taffetà; micro-catene ricamate con cristalli e piume
avvolgono il corpo come preziosi gioielli tessili. Pietre
incastonate illuminano i corpini con una luce calda e vibrante,
esaltando la profondità della costruzione sartoriale. Colli
gioiello, spalle scoperte, forme essenziali e profonde
scollature sulla schiena delineano una sensualità mai esibita,
ma suggerita con misura. Una femminilità che afferma la propria
forza attraverso la geometria, mentre le frange di cristallo
accompagnano ogni movimento, amplificando la luce e conferendo
agli abiti una dimensione eterea e dinamica.
Il bianco e il nero definiscono l'identità della collezione,
evocando il dualismo iconico del ballo di Capote. A interrompere
questa apparente dicotomia intervengono accenti cromatici
inattesi: sfumature di rosa cipria, baby green, argento,
champagne e grigio perla dominano la scena per fare poi spazio a
note di blu, malva profondo e glicine che introducono una nota
di mistero, conferendo profondità e carattere alla collezione.
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