Michele Croce, primo arbitro in carrozzina: "È andata bene ed ero più veloce dei giocatori! Figc, cambia le regole"

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Il quindicenne affetto dalla malattia delle ossa di cristallo: "Alle elementari arbitravo le partitelle dei miei compagni. Poi ho seguito i corsi Aia, superato l’esame e conseguito il patentino per il Csi. Ma il mio sogno è dirigere un incontro di Serie A"

Oscar Maresca

21 aprile - 19:49 - MILANO

Michele fa partire la telefonata poco prima di cominciare i compiti. Ha 15 anni e frequenta il liceo classico Beccaria di Milano. Al rientro in classe ha ricevuto i complimenti di amici e professori, tutti fanno già il tifo per lui. Domenica ha arbitrato la sua prima partita ufficiale in carrozzina: “Ero emozionatissimo, ho faticato a dormire la notte precedente. Ho diretto una gara di campionato Under 9 del Csi Milano, tra Vittoria Junior e 4 Evangelisti. I piccoli hanno segnato tanti gol, ma sono stati corretti. Non ho dovuto estrarre cartellini”. Michele è il primo arbitro a correre in campo con la carrozzina: “Durante alcune azioni, ero più veloce dei giocatori”. È affetto da osteogenesi imperfetta, la malattia delle ossa di cristallo: le sue sono così fragili che potrebbero fratturarsi in qualsiasi momento. “La mia condizione però non è mai stata un limite – spiega sicuro Michele –, alle elementari arbitravo le partitelle dei miei compagni durante le ore di educazione fisica. Non posso giocare, ma in campo riesco a starci. Negli anni è diventata una passione. Il calcio è la mia vita, a novembre ho scelto di cominciare la carriera arbitrale”. 

Con grande stupore di mamma Roberta e papà Rodolfo. 

“Ero convintissimo, loro mi hanno aiutato fin da subito. Ho seguito i corsi Aia, superato l’esame e conseguito il patentino da arbitro. Purtroppo, il regolamento prevede anche una prova fisica che non posso sostenere. Quindi, senza abilitazione, non mi è consentito dirigere le partite dei campionati Figc”. 

Potrebbe essere il momento giusto per cambiare le regole. 

“Sarebbe bellissimo, al momento sono felice di aver cominciato questa avventura nei campionati Csi. Avevo già diretto alcune amichevoli Under 7 all’oratorio San Silvestro e Martino grazie all’aiuto del presidente del Vittoria Junior, Marco Vichi. Il presidente del Csi Milano, Massimo Achini, mi ha dato la possibilità di debuttare lo scorso weekend. Sono felicissimo”. 

Com’è andata la prima direzione di gara ufficiale? 

“Direi benissimo: partita corretta, senza cartellini. Sono però intervenuto spesso per applicare il regolamento. Uno dei giocatori aveva segnato su punizione indiretta, quindi rete annullata. I suoi compagni hanno accennato qualche protesta, ma ho spiegato la dinamica dell’azione e hanno subito capito la decisione”. 

Il carattere non ti manca. 

“Il compito di un arbitro è far rispettare le regole. In campo sono intransigente, come è giusto che sia. Però dirigo all’inglese. Lascio correre, favorisco il gioco, anche i contrasti quando sono corretti. Così si divertono tutti: i calciatori, il pubblico e anch’io”. 

Chi è il tuo idolo? 

“Ne ho due: Yildiz e Dybala. Per stile di gioco mi è sempre piaciuto anche Del Piero, tifo Juventus come papà Rodolfo. Guardo tutti i video delle giocate di Alex su Youtube, ero piccolissimo quando stava finendo la carriera. Quella rete in semifinale contro la Germania nel 2006 l’avrò rivista almeno mille volte. Purtroppo faccio parte di quella generazione che non ha mai tifato l’Italia al Mondiale. E mi dispiace”. 

In che modo si riparte, secondo te? 

“Da noi giovani. Ho tanti amici che si divertono a giocare, sono bravi, ma non hanno mai avuto la possibilità di entrare nei settori giovanili dei club più importanti. In Italia, il calcio è una cosa seria. Muove milioni di appassionati, ma non è accessibile a tutti”. 

C’è un arbitro che ammiri? 

“Daniele Doveri, il migliore in circolazione. Mi piacerebbe tanto conoscerlo. Anche visitare la sala Var di Lissone. Per lavorarci servono anni di esperienza, io ho appena cominciato. Da grande appassionato di calcio sarebbe fantastico poter seguire una partita davanti a tutti quegli schermi. Anche se preferisco sempre il campo”. 

“Dirige il signor Michele Croce della sezione di Milano”, suona già bene

“Arbitrare in Serie A è il mio sogno, spero che il regolamento Aia possa cambiare. Nel frattempo mi diverto insieme ai più piccoli. Il prossimo step sarà dirigere una gara 11 vs 11. Con la mia carrozzina sono sicuro di poter reggere i ritmi”. 

Cosa ti auguri per il futuro? 

“Che sia data a chiunque viva la mia condizione la possibilità di inseguire i propri sogni, in campo e fuori”.

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