Meraviglioso Benso: trionfo e braccialetto alle WSOP. Il suo (incredibile) racconto

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La spedizione azzurra in quel di Las Vegas è stata "salvata" da Sergio Benso che si è portato a casa il torneo "pick your PLO". Primo braccialetto per il player genovese che vive tra Italia e Olanda. "Dopo il Main ero frustrato. Cambiare gioco è stata la chiave" ci ha confessato a poche ore dallo storico trionfo

C'è da aggiornare la lista degli italiani vincitori di un torneo delle World Series of Poker. Un'annata che sembrava sottotono si è trasformata in leggendaria. Merito di Sergio Benso che ha vinto il braccialetto nell'evento numero 91 delle WSOP e che ci ha raccontato tutto in una lunga chiacchierata

"E' IL SECONDO GIORNO PIU' BELLO DELLA MIA VITA"

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Il successo che si aspetta per tutta la vita, e che non è detto che arrivi. Il torneo che giochi per "sbollire" una batosta. Un testa a testa con tanto di mal...di testa. E poi, dopo 5 ore, arriva l'ultima carta che certifica l'ingresso in una lista davvero molto ristretta. Sergio Benso ha vinto il suo primo braccialetto riportando il Tricolore là in alto a Las Vegas. Lo raggiungiamo dall'altra parte dell'Oceano e già l'intonazione di quel "pronto" ci fa capire che il sorriso è rimasto lì sulla sua faccia. Impossibile "digerire" una cosa del genere in poche ore. A cosa si può paragonare un braccialetto? "Risposta difficile - esordisce Benso - è un sogno che si realizza. Non voglio paragonarlo alla nascita di mia figlia che resta al primo posto. Forse è come il giorno del matrimonio. Non sai se ti sposerai come non sai se vincerai un braccialetto". Dall'anello al bracciale quindi: Benso si è portato a casa il titolo nel "pick your PLO": un torneo che prevede 6 varianti tutte di Omaha. "Ero preparato su tutte, a differenza della maggior parte dei partecipanti - continua Sergio - poi ovvio che certi colpi li devi vincere altrimenti..." Altrimenti finisce come nel Main Event WSOP: l'eliminazione dal torneo più importante, paradossalmente, è stata la chiave. "Al Main avevo 360k nel day 3. E' stata una giornata difficile. Le ultime ore le ho giocate male. Ero frustrato...distrutto! Il fatto di passare dall'holdem all'omaha ha aiutato. Resetti tutto e non ripensi alle mani del Main"

SERGIO BENSO RACCONTA IL SUO PRIMO BRACCIALETTO WSOP

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Di solito si chiede "quando hai pensato di potercela fare?" ma a volte si ha tanta paura di perderlo. Un momento decisivo per il genovese che fa la spola tra Italia e Olanda (vive a 30 km da Amsterdam) è arrivato con l'eliminazione di Liberto: "Sono partito nell'ultimo day da secondo in chips - ha proseguito nel racconto Benso - a quel punto hai una responsabilità verso te stesso e pensi a tutto quello che puoi combinare di brutto. La tensione è al massimo. Liberto è fortissimo e quando è uscito ero più rilassato". C'era però un heads up da vincere. Il torneo è stato velocissimo ma poi il testa a testa finale è durato 5 ore! "E' stata tosta. A un certo punto non sono stato bene perché avevo un gran mal di testa. Però avevo un'occasione unica visto che l'avversario non era un fenomeno". Farhad Jamasi era chipleader di inizio giornata ma pian paino Sergio ha ridotto il gap: "Continuavo a ripetermi: "Sergio mettici tutto il tempo che vuoi". Jamasi era superchiuso, bastava aspettare senza "tuffi" particolari. Era l'avversario più bello che potesse capitarmi". E' andata bene per Benso che dedica il successo alla famiglia e che corre...per i dealer: "Mia moglie mi lascia andare a giocare. E' bravissima. Mia figlia è piccola e forse un giorno le racconterò di quel che ha combinato il suo papà. Per le 5 ore di testa a testa si sono intervallati 3 bravissimi dealer" A proposito: la curiosità finale è sulle tasche...vuote: "Anche per i dealer è stato massacrante e volevo lasciare una bella mancia. Solo che non avevo soldi! Ho preso il braccialetto, sono corso in cassa e sono tornato con la mancia. Abbiamo riso e ci siamo fatti una foto ricordo". Bravo Sergio, bravo in tutte le declinazioni possibili

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