Meloni: 'Alla Camera solo insulti e demagogia. Né dimissioni né rimpasto'. Opposizioni all'attacco

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IL PUNTO

"Niente dimissioni, né rimpasto, governeremo per cinque anni" come ci siamo impegnati a fare". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua informativa alla Camera. Sulle accuse di sudditanza del governo a Trump, ribatte che "la collocazione internazionale dell'Italia è la stessa da circa 80 anni". E sulla giustizia, dopo la vittoria del no al referendum, la premier auspica che "il cantiere di questa riforma non venga abbandonato, abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete in un clima di collaborazione a favore di una magistratura libera". Ma Schlein la attacca: "Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne".

Nel primo pomeriggio l'informativa della premier si è spostata al Senato.

LA DIRETTA 

13:41

'Da Schlein falsità sulla precarietà, se consapevole è grave'

"Da giorni la segretaria del principale partito di opposizione Elly Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Ma questa è, dati alla mano, una menzogna, verificabile. Una menzogna che l'onorevole Schlein ha ripetuto alla Camera dopo queste mie parole e voglio sperare che non sia riuscita ad aggiornare il testo del suo intervento in tempo. Se lo avesse fatto consapevolmente è grave. Essere consapevoli del fatto che si sta dicendo una cosa falsa non è molto rispettoso dei cittadini. E quando si mente è perché si ha paura della verità". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula al Senato.

13:28

'Rischio toghe che si sostituiscono a governo e Parlamento c'è'

"E' chiaro a tutti mi pare la riforma della giustizia rimane una necessità": lo ha ripetuto la presidente Meloni al Senato leggendo il testo dell'informativa pronunciato in mattinata alla Camera, sottolineando che anche diversi esponenti del fronte del NO ora dicono "candidamente" che "serve un cambio di passo, che la deriva correntizia è un problema, che lo strapotere di una parte della magistratura che vuole sostituirsi al governo e al Parlamento - quest'ultima precisazione aggiunta a braccio - è un rischio reale".

13:07

Meloni in Senato: 'Qui conto nel dibattito, alla Camera insulti e demagogia'

E' cominciata nell'aula del Senato l'informativa della premier Giorgia Meloni che legge l'intervento fatto stamattina alla Camera. Presiede l'aula il presidente del Senato, Ignazio la Russa.

"Conto molto su di voi, colleghi senatori, in questo dibattito - ha detto la premier - perché alla Camera ho ascoltato molti improperi, insulti, accuse, tanta demagogia e quasi nessuna proposta reale e in una delle fasi più delicate che l'Italia sta affrontando, salvo che sui congedi parentali su cui non ci si dice dove prendere le risorse".

12:47

Conte: 'Meloni stia serena, non deciderà lei il leader del campo progressista'

"Non è Meloni che deciderà chi, quando e come sarà il leader del campo progressista. Si può rasserenare Meloni, non sarà lei a decidere chi in questo campo dovrà interpretare il programma". Così il presidente del M5S Giuseppe Conte, dialogando con i cronisti alla Camera, risponde a chi chiede se i riferimenti della premier in Aula alla segretaria del Pd Elly Schlein possano essere letti come un tentativo di individuare un avversario per le prossime politiche e quindi un leader del campo largo.

12:14

Pd, M5s e Avs contestano l'espulsione dei deputati, tensione in Aula

Tensioni nell'Aula della Camera quando deputati di Pd, Avs e M5s, al termine del dibattito successivo all'intervento della premier Meloni, sono intervenuti per contestare le espulsione dei parlamentari di centrosinistra che occuparono la sala stampa della Camera per impedire la conferenza la Remigrazione. "Crediamo che sia opportuno investire la giunta per il regolamento affinché si proceda ad una ricognizione della prassi", per "restituire al sistema una coerenza. Anche Meloni ha citato la Costituzione, ma dimenticate di citare che la Costituzione è antifascista. E non si possono sanzionare parlamentari che in modo pacifico vogliono difendere il Parlamento da chi calpesta la Costituzione e la nostra storia", ha detto per primo il dem Andrea Casu ricordando i nomi dei deputati oggi assenti per le espulsioni. Casu è stato ripreso dal presidente di turno Fabio Rampelli che lo ha invitato ad attenersi al richiamo al regolamento e gli ha risposto alzando la voce: "Dà fastidio ascoltare un discorso antifascista?". Meloni è rimasta in Aula fino a quando Marco Grimaldi (Avs) in un passaggio ha fatto riferimento al caso Delmastro e alla quota che possedeva della società Le 5 forchette. A quel punto si è alzata ed è uscita dall'Aula.  

11:43

Boschi (Iv): 'Meloni chiude la campagna referendaria e apre quella elettorale'

"Oggi ha chiuso la campagna referendaria per aprire quella elettorale". Lo ha detto la deputata Italia Viva Maria Elena Boschi rivolgendosi alla premier Meloni in Aula. "Questa sconfitta referendaria - ha aggiunto - rovescia il racconto di Giorgia Meloni figlia del popolo: lei è la figlia del palazzo. Avete fatto un rimpastino invece di confrontarvi col Paese. Ha detto che ci ha messo la faccia, ma ci ha messo quella di Santanché dopo la sconfitta referendaria". Noi le chiediamo serietà - ha proseguito - e un'assunzione di responsabilità. Almeno per il prossimo anno la smetta con le misure spot. Noi di proposte ne abbiamo fatte tante ma ce le avete bocciate tutte".

11:40

Magi (+Europa): 'Governo in crisi irreversibile, ha avviato la campagna elettorale'

"Il suo governo è entrato in una crisi irreversibile, lo ha dimostrato il suo intervento da avvio di campagna elettorale. Ma un anno di campagna elettorale, perché il suo governo ha esaurito la spinta politica, il Paese non se lo può permettere. E' un'altra cosa di cui lei si assume la responsabilità. Noi ci saremmo aspettati un mea culpa per il non condanno né condivido rispetto alle scellerate guerre di Trump e Netanyahu e, dopo il referendum, un passo indietro sulla giustizia". Invece "ha fatto un discorso da gioco delle tre carte dicendo che andrà avanti per questa strada, cioè andrà avanti a danneggiare l'interesse del Paese". "Potrà anche costringere tutti" i ministri "alle dimissioni, ma il problema è lei, Meloni". Lo ha detto il leader di Più Europa, Riccardo Magi, dopo l'intervento della premier.

11:33

Bonelli (Avs) a Meloni: 'La vedo nervosa, noi pronti a governare con proposte'

"Presidente del Consiglio, oggi la vedo molto nervosa, noi le diciamo che come Avs siamo pronti ad andare al voto e a governare l'Italia. Abbiamo proposte, voi avete sfasciato l'Italia". Lo ha detto il leader di Avs Angelo Bonelli rivolgendosi alla premier alla Camera. "Lei ha un problema con il suo elettorato - ha aggiunto - che non condivide il suo appiattimento su Trump e sulle sue politiche. Ieri Netanyahu ha continuato a uccidere donne e bambini, che dite su questo? Noi di Avs contestiamo fortemente la politica energetica fatta finora. Lei non è stata in grado di costruire la sovranità energetica". "Non ci venga a raccontare - ha concluso Bonelli - le questioni della mafia. ll punto è perché dentro FdI ci sono iscritti che fanno riferimento al clan Senese e perché lei ha tollerato che Delmastro va a fare società con un camorrista del clan Senese. Facciamo un'inchiesta, nessun problema. Lei intanto ha un grande problema dentro casa sua".

11:04

Richetti (Azione) a Meloni e Schlein: 'Liberate il fidanziamento giallo-verde'

"Il problema che avete parimenti lei e e la collega Schlein è questo: liberate il fidanzamento giallo-verde. Basta tenerli ostaggio! Il governo più politico che ha avuto questo paese è stato quello giallo-verde, non voi che rischiate di essere il terzo governo tecnico". Lo ha detto il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti dopo l'intervento della premier. "Io ci avevo sperato che utilizzasse il momento di oggi per restituire al Parlamento la gravità della situazione che stiamo attraversando, per dirci cosa fare in questo anno e mezzo di legislatura - ha detto Richetti indirizzato a Meloni -. E' venuta" invece e "ha aperto una campagna elettorale" stabilendo con le opposizioni un rapporto "da campagna elettorale".

10:59

Conte (M5s): 'noi pronti alla sfida progressista, abbiamo più proposte condivise'

"Lei racconta una realtà mitologica, la sveglia referendaria non è suonata a Palazzo Chigi. Lei dice ancora 'faremo' ma ha un grande futuro alle spalle. Ha citato grandi numeri, ma non due numeretti: quattro anni, zero riforme. Ha detto ci metto la faccia, ma se non ci mette competenza e capacità l'Italia rimane in braghe di tela". Lo ha detto il leader 5S Giuseppe Conte rivolgendosi alla premier Meloni in Aula alla Camera. "Ci ha sfidato più volte, ma sappia che qui abbiamo più proposte condivise", ha aggiunto. "Gli italiani le hanno dato la sveglia. Noi siamo pronti per la sfida progressista e la manderemo a casa", ha concluso.

10:18

Schlein (Pd) a Meloni: 'La sfida l'hai già persa, il popolo vi ha battuto alle urne'

Da Meloni "un discorso di autoconvincimento, lei ci sfida ma avete già perso quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suo ministri, vi mando una cartolina dal paese reale, quello in cu negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein durante la discussione alla Camera dopo l'intervento della premier.

"L'Italia ripudia la guerra. Trump" sull'Iran "ha detto che sarebbe morta un' intera civiltà", quel Trump per cui avete "proposto il nobel per la pace". Dopo tutto quello che sta accadendo, "non riuscite ancora a dire" a Trump e Netanyahu "vi dovete fermare", ha proseguito Schlein.

10:08

'Il no ti riaccende, non è la fine ma l'inizio di una nuova spinta'

"Vogliamo continuare a costruire questa Italia con abnegazione, determinazione, e con umiltà, perché il voto del referendum contiene anche un segnale che non intendiamo ignorare, ma piuttosto utilizzare in positivo. Perché un sì ti conferma, ma un no ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere, di rimettere tutto in discussione. E alla fine di quella riflessione, se sei una persona abituata a guadagnarsi le cose sul campo, capisci una cosa semplice e potentissima: che il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l'inizio di una nuova spinta". Così la presidente del Consiglio Meloni alla Camera.

10:05

'Ancora tempi troppo lunghi delle liste di attesa, inaccettabile'

Sulle liste di attesa, nonostante il governo abbia avuto "il coraggio, per primo, di contribuire a cercare soluzioni invece di limitarsi a dire che la competenza era delle regioni, come avevano fatto gli altri" è "evidente che, per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l'accesso troppo difficile, le differenze territoriali ancora troppo marcate. E questo non è accettabile, perché la sanità è uno dei pilastri della nostra nazione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo, lanciano "una disponibilità e un appello: "appello alle Regioni: facciamo squadra. Perché l'esito di questa sfida dipenderà dalla capacità che avremo soprattutto di lavorare insieme"

10:01

'Il primo maggio in Cdm il Piano casa, misure anche contro il lavoro povero'

"In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni". Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera.

"Vogliamo continuare a concentrarci anche sulla qualità del lavoro, in particolare dei lavoratori più fragili. Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Così, nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, rispettando una tradizione che va avanti fin dal nostro insediamento, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva". 

10:00

'Ora più sicurezza, diecimila ausiliari di carabinieri e polizia'

"Personalmente non sono soddisfatta dei risultati, è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia e per questo intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell'ordine sul territorio" riorganizzando "l'attività amministrativa per avere più personale in strada e stiamo lavorando per introdurre la figura dell'ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.

Qualche mormorio dai banchi delle opposizioni accompagna il passaggio dsul tema della sicurezza. La sergetaria del Pd Elly Schlein, con un gesto della mano, invita alla calma i deputati dem. La premier interrompe il suo discorso e si rivolge ai banchi del centrosinistra: "vi vedo nervosi". Poi la standing ovation di tutta la maggioranza quando la premier attacca le opposizioni e ribadisce la sua distanza dalla criminalità organizzata.

09:56

'La commissione Antimafia si occupi di infiltrazioni nei partiti, anche in FdI'

"Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro della commissioni" ma "mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera.

09:52

'Dall'opposizione disperata surreali teoremi su me e criminali'

"Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all'ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un'opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera.

09:45

'Con Israele chiari sul Libano, fermi l'escalation'

"A proposito di parlare con chiarezza ai partner, è anche quello che abbiamo fatto con Israele per quanto riguarda il Libano: abbiamo sostenuto il governo libanese, la sua sovranità territoriale, il suo impegno per disarmare le milizie terroriste di Hezbollah e per questo abbiamo a più riprese chiesto a Israele di fermare l'escalation militare, garantire la sicurezza del personale della missione Unifil a cui l'Italia fornisce da decenni il proprio insostituibile contributo, consentire il rientro di un numero ormai esorbitante di sfollati, anche per evitare il rischio di flussi migratori in ripresa verso l'Europa". Lo ha detto la presidente Meloni alla Camera. "Con la stessa franchezza abbiamo difeso il diritto delle comunità cristiane in Terra Santa di poter celebrare i riti pasquali con il pieno accesso al Santo Sepolcro, luogo sacro della nostra civiltà e pilastro della nostra identità. Con fermezza ancora maggiore - ha aggiunto - ci siamo espressi di fronte ai fatti inaccettabili accaduti ieri ai danni del nostro personale Unifil, a cui rinnoviamo la solidarietà nostra e dell'intera nazione".

09:38

'Se la crisi in Iran peggiora sospendere il Patto di stabilità'

"Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d'accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull'Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l'Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l'Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato". Così Meloni nell'informativa.

"Se ci sarà una nuova recrudescenza" del conflitto in Iran "dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato", ha detto Meloni. "L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche", ha affermato Meloni. "Continuerà a 360 l'impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale", ha detto tra l'altro.

Video 'Se la crisi in Iran peggiora sospendere il Patto di stabilità'

09:27

'Subalterna a Trump? La posizione italiana la stessa da 80 anni'. E cita Schlein

"La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo 'la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'". Così la presidente Meloni alla Camera.

Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l'unità dell'Occidente, "mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo", ha detto Meloni. "Siamo 'testardamente occidentali' - ha aggiunto -, perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli".

09:26

'Con extradazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili'

Serve il "pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili". Così la presidente Meloni nell'informativa.

Video 'Con extradazi su Hormuz conseguenze economiche imponderabili'

09:25

'Prima del cessate il fuoco in Iran vicini a un punto di non ritorno'

"Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l'Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua "informativa sull'azione del governo", in aula alla Camera. "L'Italia - ha aggiunto - esprime il proprio plauso al presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali. Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell'accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l'Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno".

09:24

Il richiamo della premier alle opposizioni: 'Non potete cavarvela dicendo che è tutta colpa mia'

"La maggioranza è solida e coesa" e sono "orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini", ha detto Meloni alla Camera. Di recente "ho chiesto un passo indietro" ad alcuni esponenti del governo che pure "avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori" ma "abbiamo anteposto di nuovo l'interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito" che deve restare centrato sulle "soluzioni necessarie per i cittadini. sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica'.   

"Lo scenario" internazionale "non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l'aumento del corto mondiale del petrolio", ha proseguito Meloni dopo aver parlato del ruolo delle opposizioni. 

09:16

'Né dimissioni né rimpasto. Il governo c'è fino alla fine'

"Niente dimissioni, né rimpasto", "non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo" e "governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare". Lo ha detto la presidente Meloni nella sua informativa."Sappiano che il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all'ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza". 

09:13

Meloni: 'Non abbandonare il cantiere della riforma giustizia, collaboriamo'

"L'auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo a proposito della riforma della giustizia bocciata dal referendum.

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