"I fascisti al Pier Lombardo.
Tristezza infinita.... Franco Parenti ne sarebbe disgustato...":
è uno dei tanti commenti di spettatori e milanesi alla decisione
di Andree Ruth Shammah di ospitare a teatro, giovedì 12 marzo,
la campagna per il Sì al referendum dei gruppi di camera e
senato di FdI con la presidente del consiglio Giorgia Meloni.
Ai tanti followers che su facebook - dove ha scritto 'Votate
pensando alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni'
- le hanno chiesto il perché della sua decisione, la direttrice
del Franco Parenti ha risposto che "so che è stato chiesto il
teatro a pagamento da molti e l'abbiamo dato a Renzi, a Calenda,
lo diamo a La Malfa, lo diamo per discutere del referendum".
"Ecco l'unico (anche se pagasse molto!) al quale farei dire di
no dai miei collaboratori - ha aggiunto - sarebbe Conte perché
credo che semini odio in tutte le direzioni ma forse mi sbaglio
e potrei pensarci prima di impedire un libero dibattito".
"Perché - ha scritto ancora Shammah - dovrei rifiutare al
presidente del consiglio di venire a parlare in un luogo aperto
al confronto?". Sotto al post, non solo critiche ma anche tanti
che si sono schierati con il teatro, a partire da Walker
Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano.
Ha espresso solidarietà, in una nota, anche l'assessore alla
Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso: "Accogliere il
presidente del Consiglio per un confronto sul referendum sulla
giustizia non è una colpa, è esattamente quello che fa un teatro
libero. Eppure c'è chi vorrebbe appropriarsi di un luogo che
appartiene a tutti e non riesce a tollerare che ospiti anche chi
non la pensa come loro". "Trovo questi insulti aberranti e,
purtroppo, denuncio - ha aggiunto il deputato di FdI Riccardo De
Corato - che sono il risultato di un odio politico che prosegue,
ed è appartenente ad altri tempi che evidente una certa Sinistra
ancora non ha dimenticato e ne sembra quasi nostalgica".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
1










English (US) ·