Il finalista di Indian Wells, dove aveva rischiato di non arrivare per lo stop negli Emirati dovuto alla guerra, lancia un appello social alla compagnia: "Devo giocare!"
Da una sponda all'altra degli Stati Uniti, Daniil Medvedev trasportava una discreta dose di entusiasmo dopo l'ottimo Masters 1000 in California culminato con la sconfitta in finale contro Sinner. Il russo ha giocato il suo miglior torneo degli ultimi mesi, togliendosi anche la soddisfazione di battere Alcaraz in semifinale. Il sogno? Applicare un bel copia e incolla verso l'altro 1000 sul cemento, quello di Miami. A cui però Medvedev è arrivato senza bagagli, smarriti dalla United Airlines: da lì il russo ha scelto di fare un appello social rivolto direttamente alla compagnia statunitense. Ultimamente gli è andata molto meglio con gli avversari che con gli aerei...
APPELLO
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Sui social, tra il serio e il faceto, Medvedev l'ha buttata lì: "Ciao United Airlines, ho bisogno di un aiuto. Ieri sono partito da Palm Springs per la Florida e nessuna delle mie valigie è arrivata. Mi servono per giocare nel torneo di Miami. Potete aiutarmi?". Un appello particolarmente urgente, quello del russo rimasto senza gli attrezzi del mestiere a ridosso del debutto in Florida. L'ennesima odissea aerea per Medvedev, dopo la trafila infinita per arrivare a Indian Wells dieci giorni fa. Lì si era aggiunto al programma persino un lungo spostamento in auto.
ODISSEA
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Già, se quella di Miami si può definire come una disavventura, per arrivare a Indian Wells Medvedev due settimane fa si è dovuto sottoporre a una vera e propria odissea. Il suo viaggio era iniziato a Dubai, nuovo luogo del cuore dopo la vittoria del 23esimo titolo in carriera. L'attacco missilistico iraniano sulla città, lo scorso 28 febbraio, aveva reso impraticabile l'idea di ripartire in aereo, come confessato dallo stesso tennista: "Ho monitorato Flight Radar per capire da dove partissero i voli. E mi sono accorto che la sede più conveniente era l'Oman". Non proprio dietro l'angolo: da Dubai ci sono volute sette ore di auto, anche perchè "il nostro autista non trovava il passaporto e siamo quindi dovuti tornare indietro a riprenderlo". E da lì niente volo diretto per Los Angeles, ma un ulteriore scalo con pernottamento a Istanbul. Medvedev, ripensando al lungo viaggio occorso per Indian Wells, avrà però sottolineato un paio di consolazioni: la presenza di due amici sul volo dall'Oman (Khachanov e Rublev) e soprattutto l'ottimo torneo di cui si è reso protagonista malgrado la lunga traversata. Chissà che pure i bagagli persi a Miami non diventino un buon auspicio.











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