Con 58 gol ha scavalcato l’ex milanista: è il miglior marcatore della Francia: “Non sono qui solo per i primati, vogliamo arrivare fino in fondo”
Meglio di Olivier Giroud. E va bene. Ma anche meglio di Pelé. E in lotta con Leo Messi. Kylian Mbappé ha aperto il suo terzo Mondiale con una doppietta di grande qualità e di ovvio effetto. Sull’immaginario popolare globale e sulla storia della nazionale francese. L’ex attaccante del Milan Giroud tra il novembre del 2011 e il luglio del 2024 aveva segnato 57 gol con la Francia, in 137 partite. Mbappé con la doppietta al Senegal è arrivato a 58 in 99. Con l’Iraq arriverà in tripla cifra e potrà proseguire l’attacco al trono che fino a martedì era proprietà esclusiva di Miro Klose: i 16 gol al Mondiale che ora sono stati segnati anche da Messi grazie alla magica tripletta all’Algeria. Mbappé era a 12, come Pelé col quale condivideva anche il numero di partite giocate alla Coppa del Mondo: 14. Ora il 14 è il numero delle reti. Il duello tra Leo e Kylian animerà questo Mondiale, e l’asticella del record salirà parecchio. La differenza tra i due mostri sacri è che l’argentino è al sesto Mondiale e ha 27 partite, Mbappé al terzo, e con 15 incontri.
Beh, non c’è che dire, una partenza lanciata.
“Non so se lanciata sia il termine giusto, ma è decisamente importante iniziare col piede giusto, serve a dare tranquillità a tutto l’ambiente. È solo la prima partita del girone, poi che la gente s’infiammi o che critichi conta relativamente, noi dobbiamo restare freddi, stoici, e continuare a fare ciò che dobbiamo fare”.
I due gol segnati al Senegal le hanno permesso di superare Olivier Giroud come massimo marcatore nella storia della nazionale francese.
“Già, e la cosa mi rende estremamente felice. Sono contento di aver fatto un altro passo nella storia del mio Paese. Questo record era il mio obiettivo, ciò che cercavo, la cosa che volevo più di ogni altra. So perché l’ho ottenuto, quanto mi è costato. Ci sarà tempo per apprezzarlo appieno, riguardando indietro, ma ci tengo a dire un’altra cosa: io non sono qui per i record ma per aiutare la squadra e i compagni. Tutti insieme continueremo a provare a scrivere un’altra grande pagina della storia della nazionale francese”.
A chi ha pensato nel momento del secondo gol?
“Alle persone che mi sono più vicine. Qui allo stadio ce n’erano un buon numero, gente che mi vuole bene, la mia famiglia, i miei amici, è sempre così quando ci sono partite importanti. Chi ti è vicino vuole partecipare, ed è grazie alla loro forza che ho segnato due volte”.
La pressione è normale, siamo alla Coppa del Mondo. Nessuno ti lascia giocare
Kylian Mbappé
Queste due reti rappresentano per lei una piccola vendetta?
“No, no, non ha alcun senso cercare vendetta. Se inizio a giocare per rispondere a chi mi critica mi tocca giocare fino a 80 anni. Io scendo in campo per fare la storia del mio Paese e provare a far sì che la mia squadra arrivi in finale e vinca la Coppa del Mondo. Il resto accompagnerà sempre il mio personaggio e la mia carriera finché durerà”.
La connessione con Michael Olise è parsa spettacolare, dopo un primo tempo più complicato.
“È normale. Siamo alla Coppa del Mondo, nessuno ti lascia giocare, bisogna avere pazienza per trovare la formula giusta, il cammino migliore verso la porta avversaria alla ricerca del gol. Con Michael è super facile, perché è un giocatore che ha sempre la testa alta, con lui devi solo pensare a offrirgli una soluzione, una linea di passaggio, e lui la vede. Lo sapevo e così è stato, super cool”.
E ora?
“Bisogna continuare così, quello col Senegal è stato solo un primo passo, siamo coscienti che la nostra squadra ha ancora un discreto margine di progressione, anche perché abbiamo con noi tanti ragazzi che sono molto giovani e che partecipano per la prima volta alla Coppa del Mondo. C’era un pizzico di frizione a livello emotivo, è normale. E ora che abbiamo rotto il ghiaccio, tra l’altro ottenendo una bella vittoria, la tranquillità aumenterà. Quindi pensiamo all’Iraq: se vinciamo siamo qualificati e possiamo affrontare con maggior tranquillità la sfida con la Norvegia. Qui al Mondiale tutto va molto molto velocemente”.










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