Mattarella ha firmato tre decreti di grazia

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87 comma 11 della Costituzione - tre decreti di grazia, in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Si tratta di tre provvedimenti di clemenza individuale.

Le tre persone oggetto del decreto di grazia sono Antonio Russo, Giuseppe Porcelli e Aly Soliman.

ANTONIO RUSSO

Nato nel 1938, condannato alla pena di anni dodici di reclusione per il delitto di omicidio volontario, commesso nel 2018. Nel concedere la grazia parziale - che ha estinto due anni e sei mesi della pena detentiva ancora da espiare - il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del Ministro della Giustizia, dell'età e delle condizioni di salute dell'interessato e del particolare contesto familiare nel quale l'episodio delittuoso è maturato, all'esito di una aggressione subìta dal condannato.

Sul caso di Antonio Russo è intervenuto di recente anche Gianni Alemanno che con l'88enne era detenuto nello stesso braccio di Rebibbia. Il caso fu sollevato da Gianni Alemanno e Fabio Falbo che ne denunciarono l'età avanzata e le precarie condizioni fisiche.

La vicenda è stata controversa e per molti come un tragico epilogo di un episodio avvenuto nel contesto di continue violenze domestiche subite da parte del figliastro. Nella lettera indirizzata al Quirinale, Alemanno e Falbo definivano la vicenda "una grande vergogna" descrivendo Russo come un detenuto anziano, malato e non socialmente pericoloso, con una famiglia disponibile ad accoglierlo in detenzione domiciliare. 

GIUSEPPE PORCELLI

Nato nel 1975, condannato alla pena di tre anni di reclusione per il delitto di bancarotta. Nel concedere la grazia che ha estinto l'intera pena detentiva inflitta il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole, formulato dal Procuratore Generale, del mutamento di vita del condannato che si è da anni trasferito con la famiglia all'estero, ove ha intrapreso una attività imprenditoriale, e della condotta riparatoria posta in essere dal condannato a favore dei creditori del fallimento, mediante la messa a disposizione della somma per la quale è stata pronunciata condanna.

ALY SOLIMAN

Nato nel 1960, condannato alla pena di anni sei di reclusione per il delitto di estorsione. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (due anni e cinque mesi) il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del comportamento tenuto dal condannato, dapprima in detenzione carceraria e poi nello svolgimento della misura dell'affidamento in prova, e dell'intervenuta espiazione di una parte considerevole della pena inflitta.

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