Mattarella: 'C'è la pretesa di agire fuori da organismi sovranazionali'

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"I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi", ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo all'Università di Firenze la laurea magistrale Honoris Causa in "Politica, Istituzioni e Mercato".

"Il fondatore della Cesare Alfieri esortava i docenti di dare ai giovani 'buone vettovaglie' e di fornirli di 'buone armi per tutta la campagna della vita militante'. Questo proposito appare oggi quanto mai essenziale perché la contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell'ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli ambiti istituzionali".

"Negli anni Ottanta, una serie di fortunate circostanze portò alla Cesare Alfieri esponenti di rilievo dell'economia pubblica", ha detto Mattarella. Tra gli studiosi citati Fausto Vicarelli, Ezio Tarantelli, Giovanni Bechelloni, Milly Buonanno e "un giovane Mario Draghi, che ebbe a Firenze la sua prima cattedra".

Mattarella ha ricordato Silvano Tosi, "prima allievo e poi docente autorevole della 'Cesare Alfieri'. "Nel 1957 - ho proseguito il capo dello Stato - concludeva la prefazione alla sua traduzione della 'Democrazia in America' di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: 'Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell'aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell'individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l'intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l'infanzia dell'uomo'". "Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione", ha concluso.

Lectio doctoralis di Mattarella a Firenze con stocco e mantella

Lunghissimo applauso ininterrotto, con tutte le persone in piedi, per la lectio doctoralis che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con tanto di stocco e mantella, ha tenuto al termine della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa.

Mattarella, non permettiamo che si realizzi una regressione a tirannide cesarista

 Prima di lasciare la grande sala del Teatro del Maggio musicale fiorentino Mattarella ha salutato e stretto la mano alla rettrice Alessandra Petrucci e ai docenti sul palco. Tutto intorno il pubblico presente, composto soprattutto da docenti, studiosi e studenti, in piedi ha applaudito fragorosamente il Capo dello Stato fino alla sua uscita dalla sala. Più volte il pubblico ha anche applaudito i passaggi della lectio di Mattarella, tra cui uno su Ezio Tarantelli dedicata alla storia della Scuola Cesare Alfieri.

Mattarella visita l'Istituto storico della Resistenza a Firenze

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea, seconda tappa della sua giornata fiorentina, dopo la cerimonia al Teatro del Maggio.

Ad accogliere il capo dello Stato il presidente dell'Isrt Vannini Chiti. Insieme a Mattarella anche il presidente della Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro. Presenti anche una ventina di persone di fronte all'Istituto che hanno acclamato il presidente "Sergio, Sergio". Uno dei presenti dei presenti ha anche gridato 'Baluardo della nostra democrazia".

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