L'attrice è protagonista insieme a Francesco Di Napoli della nuova serie Sky 'Rosa Elettrica - In fuga con il nemico', in arrivo l'8 maggio
- (Photo credits: Virginia Bettoja)
07 maggio 2026 | 13.28
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Maria Chiara Giannetta in 'Rosa Elettrica – In fuga con il nemico' interpreta un’eroina per caso, ma soprattutto una giovane donna alle prese con un senso di inadeguatezza. Nella protagonista, agente del programma protezione testimoni, l’attrice rivede le stesse insicurezze che aveva quando arrivò a Roma da Foggia per inseguire il suo sogno. "È un’eroina per caso, non voleva esserlo. È una trentenne, come tante, che non sa ancora che adulto diventare", racconta. Al centro del thriller on‑the‑run Sky Original - liberamente tratto dal best‑seller di Giampaolo Simi e in arrivo l’8 maggio su Sky Atlantic e in streaming su Now, c’è Rosa, incaricata di scortare Cocìss, baby boss di camorra deciso a collaborare, interpretato da Francesco Di Napoli. "È un personaggio che ho amato e odiato allo stesso tempo. La mia sfida era mostrarne il lato umano attraverso le sue scelte", spiega l’attore. Quando Rosa capisce che qualcosa nell’operazione non torna, rompe la catena di comando e fugge con lui. Da quel momento entrambi diventano bersagli, costretti ad attraversare l’Italia senza potersi fidare di nessuno, nemmeno delle istituzioni che dovrebbero proteggerli. "Ho preso il libro nel 2008. Con un po’ di capatosta napoletana ci ho provato", racconta Rosario Rinaldo, ceo di Cross Productions. "In Sky ho trovato chi ha capito davvero il nucleo forte e bellissimo di questo romanzo". La head‑writer Giordana Mari ricorda il punto di partenza dell’adattamento: "Rosario mi disse 'raccontiamo queste trentenni che non sanno decidere che adulti diventare'. Ha sfondato una porta aperta: Rosa mi assomiglia, la sua sfida è simile alla mia".
Dietro la macchina da presa c’è Davide Marengo, già regista di 'Un’estate fa', 'Il cacciatore' e 'Notturno bus'. “È stata una sfida produttiva - e quindi anche registica, e in realtà per tutti - girare più di una location a settimana, come in un circo itinerante: si smontano le tende, si caricano le roulotte, si viaggia, si arriva, si rimonta e si ricomincia, ogni volta in un posto nuovo". Una dinamica che entra nella serie stessa: "C’è la polvere che solleva il camion quando arriva, e quella polvere sporca l’immagine. 'Rosa Elettrica' è una serie sporca perché vera, perché corre insieme al sudore dei protagonisti che scappano cercando di salvarsi. È questa la sua caratteristica più autentica". Rosa e Cocìss appartengono a mondi opposti, uniti solo dai nemici che li inseguono. Nel loro viaggio attraverso l’Italia scoprono che il nemico più grande è quello che ciascuno porta dentro di sé. "Per dare forma all’interiorità di Rosa abbiamo introdotto una voce autosabotante, interpretata da Margherita Pantaleo: è la voce giudicante che abbiamo tutti", spiega Giannetta. Marengo aggiunge: "Raccontiamo l’insicurezza di Rosa attraverso sé stessa bambina. E ci sono flashback che mostrano il rapporto col padre: è lì che nasce il titolo Rosa Elettrica".
Accanto a Giannetta e Di Napoli, Elena Lietti, che interpreta il vicequestore Antonella Reja, diretto superiore di Rosa, pronta a tutto per mettere alla prova la sua giovane recluta; Antonia Truppo presta il suo volto a Nunzia Serafino, insospettabile boss del clan Incantalupo detta “Mamma Camorra”; Pasquale Esposito interpreta Saro Incantalupo, boss latitante da oltre vent’anni che siede al vertice del clan omonimo. E ancora Federico Tocci nei panni di Carlo Morano, collega e amico fedele di Rosa, e Francesco Foti in quelli di Paolo D’Intrò, Sostituto Procuratore di Napoli, figura di spicco della lotta contro la criminalità organizzata. "È molto interessante la scelta di trasformare il genere del mio personaggio: nel romanzo è un uomo, nella serie diventa donna", osserva Lietti. "Una donna in un ambiente di maschi, costretta a farsi valere secondo regole da uomini, senza retorica e senza sconti". Prima delle riprese, il lavoro fisico è stato fondamentale. "Abbiamo iniziato un training con gli stunt circa un mese prima del set. Divertente, ma intenso e difficile", ricorda Giannetta. "Quando mi hanno detto che avrei guidato una Mustang del ’73 ho risposto: 'Dove sono le chiavi?'. Ovviamente non mi hanno fatto fare le scene più pericolose, ma un paio le ho fatte davvero", svela l'attrice, che sottolinea l'autenticità della serie: "Abbiamo girato tutto dal vivo, ogni singola cosa. E questo sullo schermo restituisce l’ansia, la tensione, il caldo, la fatica che provavamo noi attori. Tutto ciò che abbiamo vissuto entra perfettamente nella fuga dei due protagonisti. È stato faticoso, certo, ma anche divertentissimo", conclude.
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