L'ultimo atto dell'Italian Poker Challenge ha visto una bellissima sfida in heads up tra il futuro vincitore Francesco Arnone e Manuel Valduga che, nonostante lo squilibrio di chips, è riuscito subito a recuperare. Merito anche di una chiamata pazzesca che il protagonista ci spiega passo dopo passo
Molti si chiedono quale sia la reale differenza tra un giocatore amatoriale e un giocatore di altissimo livello. Un bel po' di concetti interessanti in questo senso arrivano dall' incredibile mano di Manuel Valduga contro Francesco Arnone all'IPC: ecco la spiegazione di Manuel
SITUAZIONE DI GIOCO E PSICOLOGICA
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Abbiamo aspettato qualche giorno prima di chiedere a Manuel Valduga il processo mentale che lo ha portato a chiamare (e vincere) un colpo con Jack carta alta. E' stato di sicuro questo uno dei colpi più incredibili dello scorso Italian Poker Challenge. Valduga doveva forse smaltire la delusione per il secondo posto. Una volta di nuovo in famiglia ci ha raccontato, per filo e per segno, quello che in gergo si chiama TP, ovvero Thinking Process: il processo decisionale. Uno degli aspetti che ci fanno percepire a pieno la differenza tra giocatori amatoriali e non. Siamo all'ultimo atto dell'IPC, per la precisione alla seconda mano dell'heads up tra Manuel e il futuro vincitore Francesco Arnone. Ci si gioca "solo" il trofeo che però entrambi vogliono ad ogni costo. La situazione vede Arnone con 24,4 milioni (pari a 80 bui) mentre Valduga ha 4,6 milioni (15 bui). A livello monetario è tutto già deciso da un deal ma come detto entrambi puntano al colpo grosso e Manuel deve inseguire. L'heads up però è un gioco a sé: tattico, snervante e spesso cinico.
MANO VALDUGA VS ARNONE: LA SPIEGAZIONE PASSO PASSO
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Veniamo al colpo: Valduga apre a 625k (il grande buio è 300k) con J♦ 9♥ e Arnone difende. Omettiamo per ora le carte di Francesco solo per capire per bene tutto quel che ha pensato Manuel. Per chi volesse migliorare il proprio gioco, il TP è una vera lezione (gratuita) di strategia e lettura. "Quando Arnone chiama, il range si restringe. Escludo che possa avere assi, coppie, una buona porzione di Re con kicker superiore al 9 e anche qualche combo di Donna (con jack o dieci). Con tutte queste starting hand sarebbe andato allin". Questa la prima analisi di Valduga. Il flop è K♦ Q♠ Q♦ dove entrambi fanno check. "Busso dietro perché penso di avere ancora la mano migliore e sul turn posso prendere altre informazioni" è l'analisi di Manuel. Il turn è un 7♠ con Ardone che punta 425k (1,25BB). Arriva il call: "In generale si tende a bettare con troppa frequenza il turn dopo la mancata continuation bet dell'original raiser" continua Valduga "L'esperienza mi ha insegnato che spesso, chi non ha un punto che al river sarebbe vincente, punterà al turn. Ovvio che le poche combinazioni di K e Q che ci possono essere faranno la stessa cosa ma per me la chiave è stata la size". Ovvero l'importo della puntata di Arnone "Qui entra in gioco la psicologia. Se avesse avuto una mano da game set match, avrebbe dovuto puntare almeno 600k in modo tale da far si che la dimensione del piatto al river equivalesse al mio stack"
CALL CON J HIGH: VALDUGA SPIEGA IL RIVER
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Arriviamo al momento clou ma prima vediamo la situazione di piatto e stack rimanenti. In mezzo ci sono 2 milioni e 456mila chips. Valduga resta con 3 milioni e 450mila. L'ultima carta comune è un 8♣ che di fatto non chiude alcun progetto. Arnone esce puntando 1,5 milioni e qui Manuel, sorridendo, sperava nel "trampolino". "Posso dire che avesse fatto check, io avrei puntato un buio per sperare che lui andasse allin e chiamare. Questo per dire quanto mi fidavo della mia lettura". Tra le chiavi del call ci sono anche tutte le info prese strada per strada: "Ogni fase del colpo giocato mi ha sempre più convinto di avere la mano migliore. Con una mano di valore al river avrebbe scelto una size differente, decisamente più alta" conclude Valduga che però non ha tolto dal range una possibile mano che avesse centrato o il 7 o l'8. "Il rischio che lui avesse trovato coppia al river c'era ma credo che a quel punto avrebbe fatto check call". Manuel ripassa tutto e chiama. Arnone aveva J♠ 3♠ e quindi alla fine, incredibilmente, conta il kicker migliore. "Sapevo che quella mano poteva distruggere le certezze del mio avversario ma alla fine non è stato sufficiente. Un po' di rammarico c'è ma accetto il verdetto". E noi ringraziamo Manuel Valduga per la capillare spiegazione di un colpo che rimarrà nella mente di tutti per tanto tempo
26 marzo - 19:11
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