L'ex presidente del Coni: "Stava correndo la maratona con l'handbike: lui passa davanti all'Aniene all'ora prestabilita e mi alza il braccio sinistro col pugno chiuso come per dire “Sono stato preciso”. Maniacale in ogni particolare"
Giovanni Malagò aveva con Alex Zanardi un rapporto davvero speciale. Da sempre e non solo perchè i suoi successi li ha ottenuti con i colori del Circolo Aniene. "Ci hai insegnato che un ostacolo non è la fine del percorso, ma l’inizio di una nuova sfida. La tua forza resterà per sempre un esempio per tutti. Un grande onore la tua amicizia", ha scritto sui social.
Ma per fa capire meglio chi fosse Alex, l'ex presidente del Coni ha raccontato un aneddoto che l'ha visto protagonista in prima persona: "Un giorno venne a Roma per correre la maratona con l’handbike. Come sapete, quando c’è la maratona gran parte di Roma è chiusa al traffico - spiega Malagò -. Lo incontro il sabato pomeriggio e poi mi dice: “Ci salutiamo anche domani, passo davanti all’Aniene”. Gli chiedo più o meno a che ora visto che sarei dovuto arrivare a piedi da casa mia. “Non lo so, dammi qualche minuto che ragiono e ti dico”. Mi richiamò: “Ci vediamo tra le 9.42 e le 9.43, fatti trovare fuori”. Ho una fotografia che è lì, nella galleria dei “grandi” dell’Aniene, in cui mi ritrovo fuori al Circolo ad incitarlo mentre lui passa davanti e mi alza il braccio sinistro col pugno chiuso come per dire “Sono stato preciso”. Ovviamente stravinse la maratona per distacco. Questo aneddoto è per far capire com’era maniacale nel preparare quella che io chiamavo la sua macchina ma che era l’handbike. Alex era speciale, non l’ho mai sentito un solo secondo piangersi addosso".










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